Fosse Ardeatine: 73 anni fa la strage nazifascista a Roma

Il 24 marzo 1944 le truppe nazi-fasciste, che occupavano la città di Roma dai primi giorni di settembre del 1943, commisero una delle stragi più infami che la popolazione della Città Eterna ricordi: la strage delle Fosse Ardeatine. 335 prigionieri, prelevati soprattutto dalle carceri di via Tasso e Regina Coeli, vennero ammazzate con un solo colpo alla testa.

Come giustificazione, per un tale atto, gli stessi nazisti dissero che si trattava di una vera e propria rappresaglia all‘attentato che il giorno prima un gruppo di partigiani del GAP ( Gruppi di Azione Patriottica)  avevano effettuato contro il regimento Bozen dell’esercito tedesco nella centralissima via Rasella. I caduti tedeschi quel giorno furono 33 e due civili italiani.

Secondo molti revisionisti e filo-fascisti è stata solo colpa dei partigiani ciò che è successo in quelle ore nelle antiche cave di pozzolana lungo la via Ardeatina a Roma. Per questi signori, se i partigiani del GAP non avessero effettuato l’attacco di via Rasella, appena 24 ore prima, tutto questo non sarebbe avvenuto.

Nonostante tutto, sono molti i punti che lasciano più di qualche perplessità su queste affermazioni. I nazi-fascisti, infatti, fin dai primissimi giorni dopo la loro entrata a Roma, si erano resi protagonisti di moltissimi episodi violenti contro la popolazione civile. In particolar modo erano stati presi di mira gli ebrei romani del ghetto che, il 16 ottobre 1943, avevano subito uno dei più pesanti rastrellamenti che si ricordino.

A tale situazione i romani avevano risposto, fin da subito, in maniera decisa ed idonea organizzando una delle resistenze più efficace che la città eterna ricordi.

Una resistenza che i nazisti cercarono, con pochi risultati, di mettere a tacere in qualsiasi modo. Sono moltissime, infatti, le testimonianze di rastrellamenti e rappresaglie verso singoli cittadini ma anche contro interi gruppi di oppositori: oltre al già citato rastrellamento del ghetto, che vide l’arresto di ben 1259 persone delle quali ne tornarono vive solo 16, possiamo citare anche il rastrellamento del Quadraro, quartiere conosciuto col soprannome di “Nido di Vespe“, che, il 17 aprile 1944, vide l’arresto di ben 947 romani.

La stessa circostanza che, nell’organizzazione del massacro, presero parte personaggi di primo piano del nazionalsocialismo tedesco, ad esempio il capitano Erich Priebke o il feldmaresciallo Albert Kesserling, fa pensare che l’Eccidio delle Fosse Ardeatine non rappresenta una semplice rappresaglia, decisa in fretta a furia, dopo ciò che accadde a via Rasella. Tutto ciò, a mio parere, smonta, in maniera chiara e netta, ciò che afferma chi dice che è stata colpa dei gappisti.

L’Eccidio delle Fosse Ardeatine rappresenta, a ben 73 anni di distanza dai fatti, una ferita ancora aperta per la parte antifascista di Roma. Alcune delle persone che vi morirono sono state ricordate in vari modi e, ad alcune, sono state intitolate alcune vie della capitale italiana: un esempio può essere quel Don Pietro Pappagallo che ha ispirato il personaggio interpretato da Aldo Fabrizi nel capolavoro del neorealismo di Roberto Rossellini, intitolato “Roma città Aperta“.

Purtroppo, quest’anno, non è in programma nessuna commemorazione istituzionale per ricordare la strage: altro chiaro esempio che, oramai, dai piani alti della politica si tende a mettere sullo stesso piano fascismo e antifascismo, resistenza e collaborazionismo del nazifascismo. Ma le cosiddette sottoculture non vogliono dimenticare, infatti domani sera, 23 marzo 2017, presso il centro sociale “La Strada” di Garbatella, dalle ore 21.00, si terrà una serata,  che vedrà svolgersi un reading musicale del libro “Ogni Volta Che Mi Baci Muore un Nazista” di Guido Catalano.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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Comments

  1. Errata corrige:
    Il reading di questa sera non sarà tratto esclusivamente dal libro di Guido Catalano,
    ma sarà composto dalle canzoni di Stefano Malatesta e dalle letture di testi di autori diversi: Trilussa, Ascanio Celestini, Guido Catalano, Masssimiliano Ciarrocca, Massimiliano Smeriglio, Emanuela Fanelli e Giuseppe Zep Ragone.
    A stasera!

     — Reply