Fermo. Un omicidio fascista

Un fascista, Amedeo Mancini, ha ucciso di botte una persona di nazionalità nigeriana, Emmanuel Chidi Mamdi, dopo aver insultato la moglie Chirery, anch’essa nigeriana e dal colore della pelle nera. Stiamo parlando di un omicidio a sfondo razziale, perpetrato da parte di un soggetto, a quanto emerge oggi, appartenente a quella destra che in Italia, ogni giorno fa proclami contro gli immigrati.

Nell'”attacco” (in gergo giornalistico, l’introduzione dell’articolo) di questo articolo, vengono usati appositamente quei termini che servono a descrivere nitidamente quanto successo, seppur avendo uno stile giornalistico “errato”, vi è la necessità di descrivere i soggetti per quelli che sono: un fascista italiano, due persone nigeriane richiedenti asilo politico e un omicidio a sfondo razziale.

A testimonianza del fatto che l’assassino abbia, quantomeno, simpatie di estrema destra, c’è la maglietta che indossava durante l’accaduto. Una maglietta del gruppo ZetaZeroAlfa, “un gruppo musicale romano, band ufficiale del centro sociale di destra denominato CasaPound” (fonte wikipedia).

maglietta casapound omicida Mancini

Ma non vogliamo soffermarci sul soggetto che ha ucciso Emmanuel, non facciamo cronaca. Vogliamo soffermarci sullo stato culturale in cui versa l’Italia, della risposta che una nazione, o almeno, una parte di questa nazione, ha saputo dare dopo questo omicidio. Basta spulciare la “rete”, immergersi sui social e leggere i commenti ai tanti articoli che hanno trattato della vicenda per accorgersi, che viviamo in un paese razzista. Per noi, sinceramente, non è una novità. Ma è importante capire cosa ci ha portato a questo, chi sono i responsabili di questo e, di conseguenza, dell’omicidio di Emmanuel a Fermo.

I mandanti morali di questo omicidio sono quelle istituzioni che hanno concesso e continuano a concedere spazio a chi perpetra la politica dell’odio. I mandanti sono coloro i quali si nascondono dietro la “libertà di espressione e di manifestazione del pensiero”, e concedono a tanti partiti, dichiaratamente e apertamente fascisti, la possibilità di partecipare ad una competizione elettorale. I mandanti sono coloro che difendono questi covi neri. I mandanti sono in alto, la mano che colpisce rappresenta soltanto il braccio armato del padronato.

Emerge un dato allarmante, in Italia, la nazione che ha paura dell’immigrato, che associa l’immigrato all’islam e di conseguenza al terrorismo, in maniera più che ignorante, i morti veri li fa il fascismo, Emmanuel, è soltanto l’ultimo di una lunga sfilza di nomi.

Leggi: 25 aprile e la continua ascesa dell’estrema destra 

Per fortuna c’è un’altra parte di questa nazione che da una risposta divergente, una risposta di apertura, di socialità, di antirazzismo. Ma spesso questa parte di Italia viene descritta come quella parte estremista, intollerante nei confronti del fascismo e quindi a sua volta fascista, o addirittura “buonista”. Finché l’informazione, coadiuvata da chi detiene il potere, farà passare questo messaggio, e cioè che chi rinnega qualsiasi forma di razzismo e di fascismo, cercandone di impedire qualsiasi espressione, è a sua volta fascista, andremo sempre più verso quel baratro nero.

Noi, con il nostro piccolo spazio, continueremo a lottare per una nazione libera dal fascismo e dal razzismo, una nazione dove non esista omofobia e machismo, una nazione dove nessuno deve sentirsi in diritto di poter dire ad un migrante “scimmia”, una nazione dove non può vincere il pensiero schiavista.

Per iniziare a pretendere una nazione diversa, bisogna aggregarsi a quella parte che oggi a Fermo scenderà in piazza, alle ore 17,30 per ricordare Emmanuel e per respingere qualsiasi forma di razzismo.

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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