EXPO: i lati nascosti dell’esposizione universale

Sabato prossimo,31 ottobre, l’esposizione universale di Expo 2015 a Milano chiuderà i battenti. Noi ci siamo tornati dopo essere stati a maggio. Cosa ci lascia questo cosiddetto “mega-evento” rappresentato un pò da tutti: istituzioni, stampa e televisione, come l’ennesima occasione che l’Italia non poteva fallire?

Di certo non solamente rose e fiore, anche se si è fatto di tutto per far passare solo notizie positive riguardo alla manifestazione: ad esempio la cerimonia di accensione dell’Albero della Vita o la firma, di varie personalità, della Carta di Milano.

A cominciare dalla fase di costruzione della spazio che avrebbe dovuto ospitare l’esposizione, Expo è stato “macchiato” da varie indagini della magistratura riguardo possibili infiltrazioni di personaggi alquanto ambigui che hanno cercato di speculare truccando le varie gare di appalto indette. Basta ricordare, ormai finite nel dimenticatoio, gli arresti dell’allora responsabile del Padiglione Italia Antonio Acerbo e di altri manager e dirigenti. Irregolarità in appalti per circa 1,5 milioni riguardanti la realizzazione del campo base di Expo, la ristrutturazione all’ospedale Mandic di Merate (Lecco), la riqualificazione di viale Ripamonti a Milano, la riqualificazione del sistema viario di Cascina Gobba a Milano e i lavori di bonifica nell’ex area Michelin a Trento. Intercettazioni telefoniche e ambientali hanno fatto emergere il sistema delle tangenti e delle lievitazioni degli appalti e del metodo adottato per favorire alcune imprese. Questo è quanto riporta il Corriere della Sera in un articolo di qualche giorno fa.

Inoltre anche il costo finale dell’operazione: 2,4 miliardi di euro, è stato ben più alto del preventivo che era stato fatto ma, stranamente, nessuno ha saputo spiegare il perché.

La stessa giornata d’inaugurazione, lo scorso 1 maggio, va ricordata: mentre all’interno della fiera si teneva una cerimonia di apertura in pompa magna, durante la quale veniva modificato anche il testo dell’inno italiano, all’esterno, tra le strade di Milano, si svolgeva una manifestazione di numerose associazioni e singoli cittadini contrari all’Expo indetta dal Comitato NoExpo. Durante la manifestazione di protesta sono scoppiati degli scontri tra manifestanti e polizia, un’occasione per i vari media nazionali di descrivere tutti coloro che erano contrari al mega-evento come dei devastatori senza alcuno scopo e facendo passare nettamente in secondo piano il perchè queste persone erano scese in piazza a protestare.

Altro punto che lascia perplessi è il logo adottato dalla manifestazione che recita: “Nutrire Il Pianeta, Energia Per La Vita“; il fine,infatti, era quello di combattere il problema della fame del mondo. Contemporaneamente,però, sono stati scelti, quali partner dell’esposizione, due importanti multinazionali dell’alimentazione, famose nel mondo non certo per la propensione ad una attenzione all’alimentazione, anzi, rappresentano i massimi esponenti del capitalismo nel campo alimentare e sono disposti a qualunque cosa pur di accrescere i loro già enormi profitti.

Grandi multinazionali e stati asserviti ai loro interessi che, attraverso guerre di rapina delle risorse dei popoli e di sfruttamento, si presenteranno come “i salvatori” dell’umanità.
L’Expo oltre ad essere un’opera importante per l’Italia, come ha sempre ripetuto Renzi in questi ultimi 6 mesi, è anche altro. Expo è anche vista da molti come un’opera conveniente per chi contribuisce ogni giorno alla devastazione dei territori, alla connivenza con le mafie e per lo spudorato ricorso al lavoro precario super-sfruttato, lo è ancora di più per l’ulteriore inganno che rappresenta.
Un esempio lampante è la presenza di Israele, la quale conferma che dietro il tema “nutrire il pianeta” si nascondono coloro che si muovono in senso esattamente opposto.

In principio l’Expo doveva essere aperto a tutti coloro che pagavano il biglietto e a tutti coloro che volevano realizzare un servizio sull’evento. Purtroppo non è stato così: come documentato in un nostro articolo, due esponenti di “Radio Onda d’Urto“, una radio molto importante nella galassia d’informazione indipendente italiana, non hanno ottenuto i pass necessari per entrare nel sito dell’evento. Questo divieto non è stato seguito da nessun tipo di giustificazione: probabilmente gli organizzatori temevano che sarebbero uscite fuori notizie che danneggiavano la “rappresentazione perfetta” che era stata data dai vari media ufficiali.

Ha sollevato moltissime polemiche la lunga attesa che, da settembre ad oggi, hanno dovuto affrontare le varie persone per poter entrare in molti dei padiglioni dell’esposizione. Uomini e donne di qualunque età, provenienti da tutta Italia ma anche da moltissime zone del mondo, hanno dovuto fare file interminabili, lunghe anche sei ore e più, per poter entrare nei padiglioni.

Si stanno chiudendo così 6 mesi in cui si è cercato di fare vedere solo ciò che si voleva riguardo all’Expo.  Vedremo ora cosa si deciderà di fare dell’immensa area che ospita la fiera che, dal prossimo 1 novembre, resterà inutilizzata e senza un futuro chiaro. Il rischio è che, ancora una volta, si faranno avanti alcuni personaggi poco affidabili che saranno disposti a tutto pur di guadagnare qualcosa.

Sicuramente bisogna fare i conti con i numeri dichiarati dall’organizzazione Expo e dall’entusiasmo “popolare”. Oltre 20 milioni di biglietti venduti e i visitatori contenti di stare in fila ore ed ore per visitare padiglioni come se stessero realmente viaggiando nei vari paesi. A voi i commenti.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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