Exodus: uno dei dischi più famosi di Bob Marley compie 40 anni

Il 3 giugno 1977 usciva, nei negozi di tutto il mondo, l’album “Exodus del cantante giamaicano Robert “Bob” Nesta Marley. Sabato prossimo, 3 giugno 2017, saranno passati esattamente 40 anni da quella data.

Questo, a detta dei critici musicali di vari paesi, è il miglior lavoro dell’artista morto nel maggio 1981 a soli 36 anni. Sicuramente può essere considerato l’album più militante e “attuale“.

Exodus, uscito grazie all’etichetta Island Records di Chris Blackwell, è stato registrato a Londra. Proprio nella capitale inglese, infatti, lo stesso Marley si era trasferito pochi mesi prima per scappare dalla sua terra natale, la Giamaica, che in quel periodo stava attraversando una importante crisi sociale e politica.

Non passava giorno infatti che, nelle strade della capitale Kingston, non si registrassero scontri tra bande di rude-boys, veri e propri gruppi di teppisti da strada giovanili, che erano al soldo dei due maggiori partiti politici giamaicani di allori: il PNP ( People’s National Party) e il JLP (  Jamaica Labour Party). I due schieramenti, pur di arrivare a racimolare qualche voto in più alle elezioni locali, erano pronti a sfruttare la situazione sociale dell’isola che non era certo delle migliori.

Lo stesso Bob Marley venne messo in mezzo a questa guerra fratricida. Più volte infatti, nel corso della sua vita, il re del reggae fu accusato di avere simpatia per uno dei due schieramenti e per questo, il 3 dicembre 1976, fu vittima di un vero e proprio attentato che, per fortuna, non ebbe alcuna conseguenza mortale.

Dopo tale evento Bob fuggì a Londra e proprio qui diede vita ad un album che, secondo alcuni, non si riferiva solo all’esodo del popolo eletto rastafariano ma si rifaceva anche, in un certo senso, alle vicende personali dello stesso Marley. Alcune delle canzoni di “Exodus“, d’altronde, contengono forti riferimenti a tematiche politiche, razziali e religiose.

Nonostante tutto l’album divenne, nel corso di pochissimo tempo, uno dei lavori più apprezzati e famosi che Marley abbia mai pubblicato. Per questo ricevette riconoscimenti internazionali in ogni angolo del globo e, per i più, è l’album che consacra definitivamente Bob Marley sul piano musicale internazionale: il disco della sua piena maturazione.

Allo stesso tempo, però, Exodus darà il via alla fine del cantante giamaicano. Infatti, un mese esatto dopo la pubblicazione, nel luglio 1977, all’artista verrà diagnosticato quel melanoma, che si era procurato con una ferita all’alluce del piede destro, e che lo porterà alla morte nel maggio 1981.

Allo stesso tempo, alcune singole canzoni contenute in questo album hanno fatto diventare Bob Marley uno degli artisti più famosi del mondo. Chi di voi non ha ascoltato, almeno una volta, pezzi come “Natural Mystic“, “Exodus” e “Jammin” facendosi trasportare dal loro ritmo incalzante e sciamanico?

Secondo molti critici, con questo capolavoro musicale, Bob Marley descrive appieno i suoi sentimenti di paura, ma allo stesso tempo di speranza, che lo avvolgono e che riguardano la sua terra natale. Una inquietudine che rende ancora più straordinaria la bravura di Bob Marley: un artista che, proprio negli ultimi anni della sua vita, darà il meglio di sè esibendosi nei live più avvolgenti e spettacolari e scrivendo quelle canzoni per cui è conosciuto e cantato ancora oggi da milioni di persone nel mondo.

Per festeggiare questo importante anniversario dell’album “Exodus” uno dei figli di Bob, Ziggy Marley, ha lavorato ad una edizione speciale del disco che uscirà il prossimo 2 giugno. Il lavoro si intitolerà ” Exodus 40- The Movement Continues“.

In più ci sarà una ristampa speciale dell’album originale, che avrà una speciale edizione su vinile dorato. Infine si avrà la possibilità di ascoltare una versione live originale di “Exodus“, grazie ad una registrazione avvenuta presso il Rainbow Theater di Londra, che si intitolerà “Exodus Live“.

Tutto questo per ricordare uno degli artisti e uno dei dischi più importanti dell’intero ‘900. Proprio nel 1999, il settimanale americano “TIME”, ha eletto questo lavoro come il miglior album del XX secolo.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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