Europa: l’avanzata dell’estrema destra. Il caso dei Paesi Bassi

Tra poco meno di due settimane, mercoledì 15 marzo 2017, l’Europa affronterà il primo step elettorale che ci dirà quanto l’estremismo sta prendendo piede nel Vecchio Continente. Quel giorno, infatti, sono in programma le elezioni nei Paesi Bassi, uno dei tanti paesi in cui il partito di estrema destra locale ha guadagnato sempre più consensi negli ultimi mesi e rischia seriamente di arrivare al potere in maniera democratica.

Tale partito, conosciuto come PVV (Partito Per La Libertà), nel corso degli anni ha aumentato, sempre di più, il numero dei suoi rappresentanti tra i banchi del parlamento olandese: tutto questo è successo nonostante portasse avanti chiare idee xenofobe, anti-silamiste ed euro-scettiche. Il leader del partito, Geert Wilders, si è detto molto vicino a queste tematiche perchè secondo lui, prima di tutto, vengono il volere ed il bisogno del popolo olandese.

Lo stesso PVV non ha ancora fatto capire chiaramente quali siano i suoi rapporti con le varie formazioni neonaziste della terra dei tulipani. La più importante di queste è la NVU ( Nederland Volks Unie) che si rifà, chiaramente, alle ideologie del nazionalsocialismo e non ha problemi a stringere alleanze con altri partiti estremisti come, ad esempio, la tedesca Pegida.

Ad Amsterdam e dintorni una chiara e reale alternativa al PVV non c’è ancora. A destra, infatti, troviamo l’attuale partito di maggioranza di centrodestra, il VVD ( Partito Liberale per la Libertà e la Democrazia), che sta cercando di conquistare sempre più consensi tra gli elettori moderati aprendo il suo programma a tematiche assai popolari in Olanda come la questione migranti e l’euro-scetticismo, d’altronde nei Paesi Bassi si registra un alto numero di euro-scettici. Nonostante tutto, però, il VVD rischia di pagare seriamente la sua politica troppo soft tenuta negli ultimi anni nei confronti di Bruxelles.

A sinistra, invece, vi è principalmente il PvdA ( Partito del Lavoro) che però non riesce a trovare un modo per recuperare i voti persi nel corso degli ultimi anni o per alleanze sbagliate, come quella con VVD che hanno convinto gli elettori “progressisti” a non votarlo più, o per le tematiche trattate non troppo vicine ai bisogni della popolazione locale. Ad oggi, secondo i sondaggi, il partito che perderebbe il maggior numero di consensi è proprio il PdvA che passerebbe dai 38 seggi attuali in Parlamento, su 150 totali, a solamente 12.

Anche il caso dei Paesi Bassi dimostra come la “democratica” Europa preferisca innalzare barriere e chiudersi dentro ai propri confini piuttosto che affrontare tematiche come l’immigrazione e l’accoglienza dei migranti che, se accolti seguendo piani condivisi da tutti, diventerebbero una enorme “risorsa” per i paesi. Ricordiamo che, ad oggi, i Paesi Bassi non hanno subito attentati terroristici, come quelli avvenuti in Francia e Germania, che hanno dato il fianco ai partiti di estrema destra locali per raccogliere sempre più consensi.

Ad Amsterdam, la forte islamofobia e xenofobia che contraddistingue oggigiorno la società olandese, è venuta fuori nel novembre 2004 quando per alcune immagini, contenute nel film “Submission“, giudicate offensive dalla comunità mussulmana locale venne ucciso, in una strada della stessa capitale, il regista Theo Van Gogh. Da allora gli attacchi a chiaro sfondo razzista sono aumentati a dismisura e le folli politiche migratorie attuate dall’UE e dai governi nazionali, nel corso degli anni, non hanno fatto altro che accrescere quel senso di insicurezza tra la gente.

Tutto questo ha fatto sì che i cittadini dessero il proprio consenso a partito come quello di Wilders che, in questo modo, si sono ritrovati in testa ai sondaggi elettorali da un giorno all’altro.

Lo stesso PVV, secondo alcuni, farebbe diventare l’Olanda, fino ad oggi considerata uno degli stati più progressisti e tolleranti d’Europa, una delle zone più conservatrici del Vecchio Continente. Dalla tolleranza per tematiche quale la liberalizzazione della prostituzione e del consumo di droghe leggere fino all’eutanasia e al matrimonio tra persone dello stesso sesso, c’è il rischio serio che si arrivi ad una nuova società olandese contraddistinta da islamofobia, xenofobia ed euro-scetticismo.

Il prossimo 25 marzo si terranno le commemorazioni per i 60 anni della firma dei Trattati di Roma, da cui nacque la prima comunità europea conosciuta come CEE (Comunità Economica Europea). Chissà quale premier olandese, a rappresentanza di uno degli stati fondatori della stessa CEE, si recherà nella Città Eterna per partecipare ai festeggiamenti.

Di sicuro, non ci sarà più quell’entusiasmo “oranje” per un concetto come quello dell’Europa unita che, ad oggi, viene malvisto dalla maggior parte dei cittadini dutch.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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