Elezioni alla Sapienza, il programma della Sinistra

Apriranno domani e chiuderanno il 4 dicembre le consultazioni del corpo studentesco della Sapienza. Si vota per eleggere i nuovi rappresentanti degli studenti presso il Senato Accademico e presso i Consigli di Facoltà.

L’appuntamento ha riproposto al centro del dibattito interno all’ateneo l’importanza della rappresentanza studentesca negli organi che dirigono l’Università, soprattutto in un momento in cui, complice una scarsa mobilitazione ed attenzione ai temi della formazione, il governo cerca di far passare sotto traccia alcuni importanti provvedimenti che rischiano di avere ripercussioni sulla qualità dell’offerta didattica e sull’effettività del diritto allo studio. Così, tra attacchi neanche troppo mascherati alla figura dello studente, ultimo in ordine cronologico quello del Ministro Poletti con le sue dichiarazioni fuori dal mondo, e misure aventi effetti escludenti come la riforma degli indicatori Isee che ha reso per tutti più difficile accedere alle agevolazioni per le fasce di reddito più basse, proprio la consultazione del corpo studentesco può essere un’occasione per mettere al centro dell’agenda politica le esigenze degli studenti. Degli studenti veri, per l’appunto, quelli cioè che vivono fuori sede o che lavorano mentre studiano; quelli cioè che hanno tutto il diritto di pretendere un miglioramento della didattica; quelli che non vogliono abbandonarsi ad uno studio passivo, e che vogliono partecipare ai processi decisionali di una Università che dovrebbe essere anzitutto la loro casa, e il loro luogo di formazione.liste di sinistra

“I motivi per partecipare alle prossime elezioni sono tanti. Anzitutto è importante far sentire la nostra voce sulla questione “fuori corso”. E’ un aspetto davvero grave che sta passando un po’ in sordina, ma l’aumento spropositato delle tasse per chi è in ritardo con l’appuntamento della laurea e il tentativo di trasferire tutti i fuori corso verso l’Università UNITELMA sono temi al vertice delle preoccupazioni della nostra lista e prospettive che incontreranno la nostra opposizione in tutte le sedi opportune”. Così Luca Orsogna, candidato al Senato Accademico per la lista “Liste di sinistra – Studenti indipendenti” e da noi intervistato alla vigilia dell’appuntamento elettorale, ha toccato uno dei temi caldi della tornata elettorale.

“Piuttosto – ha continuato lo stesso candidato – invece di criminalizzare la questione dello studente fuori corso sarebbe utile fare di tutto per evitare che i tempi per conseguire la laurea siano più lunghi del dovuto. Uno strumento utile, in tal senso, potrebbe essere l’introduzione anche alla Sapienza della figura del Tutor che aiuti tutte le matricole dando loro consigli sulla didattica e assistendole in tutte le pratiche burocratiche che spesso incidono sui risultati accademici nei primi anni. In più si potrebbero coordinare meglio gli orari delle lezioni con una calendarizzazione di 8 appelli obbligatori più 2 straordinari, vietando il salto d’appello che ancora molti professori applicano. Sono due provvedimenti semplici ma sicuramente utili e saranno al centro delle nostre proposte”.

“Si parla poi tanto di internazionalizzazione e di merito ma non si valorizzano adeguatamente le esperienze degli studenti che hanno studiato all’estero né si adottano criteri trasparenti o comunque favorevoli allo studente meritevole nel calcolo del punteggio finale di laurea. Proponiamo a tal fine anzitutto più trasparenza nella correzione e valutazione dei compiti scritti con il corollario obbligo per i professori di mostrare agli studenti i compiti corretti. Chiederemo inoltre l’introduzione di punteggi bonus in sede di laurea connessi con le lodi conseguite nei singoli esami, la corresponsione di ulteriori crediti formativi per i soggiorni di formazione trascorsi all’estero e l’applicazione del criterio di calcolo della media a vantaggio dello studente a tutte le facoltà dove molti presidi sono ancora restii”.

Infine un pensiero a tutti gli studenti laureandi o che si sono appena laureati, anche loro in una fase di limbo tra la condizione dello studente e quella di giovane lavoratore spesso non facile. “Spesso una volta laureati gli studenti si ritrovano spaesati e in un mondo che non conoscono. Il rischio è che il contatto con la prima esperienza lavorativa sia traumatico e soprattutto inutile con conseguente perdita di tempo prezioso. Si fa spesso un gran parlare circa l’esigenza di individuare strumenti di connessione tra Università e lavoro; è ora che si mettano seriamente in campo adeguate risorse che potenzino il Placement a partire sin dall’ultimo anno del corso di laurea intrapreso dallo studente. Anche di questo mi farò personalmente portatore di una proposta in tal senso”.

Laureando in giurisprudenza, da sempre affianco allo studio del diritto la passione per il giornalismo. Dopo una breve esperienza nelle testate ”Nuove Proposte” e ”Articolotre” ho lavorato per anni nella redazione della trasmissione ”La Voce dei Ragazzi”; poi il lancio del progetto Oltremedia. ”Il giornalista non è solo una persona che fa domande, ma una persona che ha il sacro diritto di farle” direbbe Milan Kundera. Il mio intento è di cercarne le risposte fornendo una chiave di lettura critica.

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