CSA Astra: cena a sostegno della campagna di A.C.A.D. per Dino Budroni

Chi vive a Roma non avrà potuto non notare, passeggiando per le via della città in questi ultimi giorni,  dei cartelloni attaccati ai muri su cui si poteva leggere la seguente domanda: “ Sai cosa è successo a Dino?. La campagna fatta partire da A.C.A.D., (Associazione Contro gli Abusi in Divisa), vuole far luce sulla storia di Dino Budroni, morto il 30 luglio 2011.

Anche questo fatto, purtroppo, rientra nella categoria delle cosiddette “ morti di stato” in cui il ruolo delle forze dell’ordine è coperto da più di qualche ombra. Dino morì perchè colpito a morte da un colpo di pistola sparato da un carabiniere sul Grande Raccordo Anulare all’altezza dello svincolo per via Nomentana.

Leggi: Caso Budroni: “Qualcuno di grosso dietro questa storia”

Per quel fatto durante il processo di primo grado, conclusosi il 15 luglio 2014, l’agente indagato è stato assolto; per il magistrato infatti il poliziotto fece un uso legittimo dell’arma per porre fine ad una “grave e prolungata resistenza . Ora è  in corso una nuova fase del processo, iniziata nei primi giorni di aprile. Tutto questo è stato possibile grazie alla volontà della sorella, Claudia Budroni, che, nonostante tutte le intimidazioni e i tentativi di infangare le indagini, non si è mai rassegnata nel capire come è morto veramente suo fratello.

La storia di Dino ricorda quella di tante altre, da Stefano Cucchi a Riccardo Mogherini fino a quella, conclusasi da poco, di Giuseppe Uva. Per non far sì che anche questa storia finisca del dimenticatoio la stessa A.C.A.D. ha organizzato per domani sera, mercoledì 4 maggio 2016, presso il CSA Astra, via Capraia 19 ( zona Tufello), una cena di autofinanziamento con inizio ore 20:00.

I soldi raccolti, infatti, serviranno a finanziare questa ennesima campagna. Così, magari, un giorno potremmo rispondere a quella famosa domanda riguardante come è stato veramente ucciso Dino.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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