Coisp: la polemica del sindacato di polizia contro il movimento No Tav

Il Coisp (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle forze di Polizia) torna a far parlare di sè. Dopo gli attacchi alla sorella di Stefano Cucchi, a seguito della perizia del GIP, secondo la quale il giovane geometra romano sarebbe morto per un attacco epilettico, il piccolo sindacato delle forze dell’ordine si scaglia contro il movimento No Tav.

La questione della contesa, stavolta, è la proiezione, in programma il prossimo 20 ottobre nell’aula del Senato, di “Archiviato, l’obbligatorietà dell’azione penale in Val Susa. In questo film-documentario si parla, chiaramente, delle migliaia di abusi commessi dalle forze dell’ordine verso gli attivisti del movimento No Tav.

Nessuno di questi illeciti però ha portato ad accuse e sentenze minimamente paragonabili a ciò che hanno dovuto subire gli attivisti valsusini contrari alla costruzione della linea alta velocità Torino-Lione. Molte volte, infatti, i processi a carico dei poliziotti si sono chiusi con l’assoluzione piena di questi ultimi, o con pene irrisorie, mentre per i No Tav, che sono stati descritti come veri e propri terroristi, sono arrivate richieste di pene altissime.

Nonostante questo, per Franco Maccari, segretario del Coisp, si tratta di puro “cineforum di propaganda diffamatoria contro le Forze dell’Ordine. Lo stesso segretario si è detto pronto a “percorrere ogni via legale possibile” per impedire che in determinate “sale istituzionali, si consumi l’ennesimo vergognoso insulto a chi serve il Paese vestendo una Divisa“.

Un attacco a parte Maccari lo ha destinato a Livio Pepino, ex magistrato torinese famoso per le sue posizioni  No Tav, che dovrebbe essere presente alla proiezione e al presidente della Commissione dei Diritti Umani di Palazzo Madama, Luigi Manconi. L’accanimento di Manconi verso le forze di polizia è stato definito “patetico” da Maccari che ha concluso: “siamo davvero curiosi di sapere se da piccolo sia per caso stato malmenato da qualche bambino vestito da poliziotto ad una festa di carnevale“.

E’ abbastanza strano che venga a parlarci di “vergognoso insulto” proprio quel Maccari che non perde certo occasione per attaccare i familiari di coloro che possono rientrare nel triste gruppo delle “morti di stato.  Negli ultimi anni, ad esempio, il 20 luglio, giorno dell’anniversario della morte di Carlo Giuliani, il segretario del Coisp non ha risparmiato attacchi al giovane morto in piazza Alimonda durante il G8 di Genova dopo essere stato colpito da un proiettile partito da un defender della polizia.

Gli attacchi, però, non risparmiano anche altre figure: da Federico Aldrovandi a Stefano Cucchi passando per Giuseppe Uva. Appena possibile Maccari si scaglia contro queste figure e difende, in ogni modo possibile, l’operato delle forze dell’ordine.

Per questo la madre di Aldrovandi, Patrizia Moretti, lo descrisse come “un vero torturatore morale“. Maccari fece partire immediatamente una querela per far prevalere ancora il suo punto di vista in cui il Coisp veniva descritto come una semplice vittima.

Purtroppo non sono mancati gli appoggi politici al segretario di polizia da parte di alcuni esponenti politici: dal senatore dei Fratelli d’Italia Alberto Balboni, che appoggiò Maccari durante la sua “guerra” contro la stessa Patrizia Moretti, fino al parlamentare Carlo Giovanardi passando per il segretario leghista Matteo Salvini. Questi ultimi due non hanno appoggiato solo Maccri e il Coisp ma si sono distinti per il sostegno incondizionato a tutte le forze dell’ordine in ogni circostanza in cui l’azione della polizia era avvolta da più di qualche dubbio.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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