Cinema America: proiezioni in strada per l’Impero

Continua il dibattito sulle 42 sale cinematografiche dismesse di Roma: durante l’incontro tra le associazioni di categoria autoriali e il Ministro Franceschini ne sono stati riconosciuti il valore e l’importanza sul territorio, ma la situazione sembra ancora bloccata. “Bisogna utilizzare il vincolo di destinazione d’uso che abbiamo istituito con la direttiva del 29 agosto al fine di tutelare anche altre sale dalla riconversione in altre funzioni diverse da quella culturale[…]. Se si utilizza questo strumento non si riapriranno direttamente le sale, ma si impedirà intanto di trasformarle in altri centri commerciali. Le soprintendenze stanno lavorando ed i comuni possono farsi aiutare per salvare le sale, […] il Sindaco di Firenze ha deciso di esentare i teatri ed i cinema dal pagamento dell’IMU, anche gli altri Comuni potrebbero farlo“, ha dichiarato Franceschini.

Intanto, i ragazzi del Cinema America hanno ripreso la loro protesta già da ieri, stavolta in favore del Cinema Impero di Tor Pignattara “per denunciare l’abbandono di oltre 38 anni di questa storica sala da 1450 posti edificata alla fine degli anni ’30 ed impreziosita dalla facciata razionalista del Messina.” L’azione è stata organizzata dagli ex occupanti del Cinema America e da Cantiere Impero, il comitato che lavora da anni per la riapertura dell’omonimo cinema, ottenendo risultati ottimi: 4.000 firme, 600 sondaggi, 2 tesi di laurea, 2 progetti esecutivi e 1.000 cittadini che insieme hanno scritto le linee guida per trasformare la struttura in un centro culturale polifunzionale con cinema, teatro, sale prove, sale per la formazione, la post produzione e un co-working.
La proiezione a cielo aperto de “I mostri” di Dino Risi sul muro esterno dell’edificio ha riunito residenti, cittadini e comitati a favore della riapertura delle sale, il cui abbandono rappresenta un danno per la città e i suoi abitanti.

 

“Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte.” – François Truffaut

Studio Lettere e Spettacolo alla Sapienza di Roma.
Amo l’arte in ogni sua forma e credo che sia la migliore via di fuga dal mondo. Se potessi essere un film, sceglierei d’essere Manhattan di Woody Allen.
Casomai non si fosse capito, scrivo di cinema.

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