Cinema America. Durante la proiezione arriva la polizia

Sono passati 8 mesi dallo sgombero del Cinema America, nessuna delle molteplici promesse da parte del Comune si è concretizzata. “Siamo senza cinema e senza nemmeno un luogo dove riunirci. Facciamo le nostre assemblee nelle cantine e case dei residenti, che ancora ci tengono stretti al rione senza mai farci mancare affetto e solidarietà perché “è come se foste nati qui ragazzi”. Ma ieri, dopo aver nuovamente colorato la città di cinema, dopo aver coinvolto 800 ragazzi sulla banchina del Lungotevere per vedere “The Wall” dei Pink Floyd, ma sopratutto dopo aver nuovamente regalato un evento culturale alla città, ci siamo ritrovati accerchiati da pattuglie della Polizia Municipale che ci hanno identificato a tutti gli organizzati e non (circa 15 persone) ed hanno anche tentato di interrompere la proiezione a 10 minuti dalla fine sostenendo che se non lo avremmo fatto ci avrebbero sequestrato il proiettore.
Ma ci siamo rifiutati e continueremo a farlo.  Dopo avere finito la proiezione al microfono abbiamo denunciato l’arrivo della polizia e l’atteggiamento violento nei nostri confronti,  sottolineando quanto gestire i rapporti con la nostra esperienza giovanile con le forze dell’ordine sia inaccettabile, questa risposta a dei ragazzi che proiettano cinema sui muri coinvolgendo 800 ragazzi con un solo post su fb è la volontà palese di non coltivare la creazione di nuovi pubblici giovanili in ambito culturale.
Difenderemo ancora il proiettore, come Peter Pan ed Bimbi Sperduti hanno difeso l’Isola che non c’è da Capitan Uncino.”

Le 700 persone sono scese sulla banchina del Lungotevere perchè l’insieme del luogo e della proiezione non era altro che una proiezione di quella che è stata la gestione del Cinema America: un mix di ricordi d’epoca e innovazione nel fare cultura e gestire un evento cinematografico.

“Rivendichiamo pertanto con quest’azione e con tutti i 700 ragazzi presenti sulla banchina, l’urgente necessità di uno spazio in cui poter continuare il lavoro di creazione di nuovi pubblici per la riapertura delle sale cinematografiche dismesse, naturalmente partendo dall’America, la sordità dell’amministrazione non arresterà la nostra voglia e bisogno di cambiare in meglio questa città.”

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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