La Cina passa gli USA e diventa la prima economia mondiale

By Redazione
On 18 ottobre 2014 At 18:16

Category : Oltre confine
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Piaccia o no la prima potenza economica mondiale è la Cina comunista. Lo ha ammesso il Fondo Monetario Internazionale che ha dichiarato Pechino la prima potenza economica mondiale sulla base dell’analisi dei Pil americano e cinese.

La sentenza del Fmi è a dir poco storica ed è stata ripresa subito dal Financial Times e da Business Insider per quanto la notizia non è stata certo un fulmine a ciel sereno per economisti e addetti ai lavori di tutto il mondo. Si tratta di una svolta colossale e anche di una rivincita dal momento che in Cina, per quanto le politiche attuate siano ben lontane da quelle di impronta socialista, il potere è ancora saldamente in mano al Partito Comunista Cinese. Considerato che nel 1980 la produzione economica cinese era un decimo di quella americana, questo implica che in 34 anni l’economia del Dragone rosso è riuscita a colmare il gap e persino a superare gli Stati Uniti.

Secondo uno studio del Fmi entro la fine del 2014 la Cina disporrà del 16,4% del potere d’acquisto mondiale calcolato sulla base del Pil (17.632 trilioni di dollari) e gli Usa il 16.28% (17.416 trilioni di euro). Se le cose non cambieranno, secondo gli esperti, tra quarant’anni, quindi nel 2054, l’economia cinese sarà persino del 20% più grande di quella degli Stati Uniti. Pur essendo la prima economia mondiale comunque, la Cina ha ancora da fare molti passi avanti per quanto riguarda il Pil pro capite, che è ancora un quarto rispetto a quello statunitense. E’ chiaro però che la tendenza è quella a un miglioramento progressivo quindi tra qualche anno anche il Pil pro capite potrebbe avvicinarsi a quello americano.

Interessante poi l’osservazione di alcuni storici dell’economia come Angus Maddison secondo cui l’ascesa della Cina avrebbe solamente ripristinato lo status quo ante dal momento che Pechino era la più grande economia del mondo anche nel 1870 prima che l’Europa e gli Stati Uniti imponessero il loro predominio anche coloniale sull’Asia. La Cina comunque ha programmato con meticolosità la sua ascesa, basti pensare che negli ultimi dieci anni mentre in Europa e in Occidente avanzava la crisi, i cinesi hanno investito quattro volte di più al punto che in due anni gli investimenti privati cinesi in Occidente sono aumentati da 6,1 miliardi di euro nel 2010 a oltre 27 miliardi alla fine del 2012. Ma Pechino ha anche un altro primato: nel 2013 ha superato l’India divenendo il primo acquirente mondiale di oro. Chiaramente questo potrebbe portare a un inevitabile contrasto con l’Occidente, con gli Stati Uniti che non hanno logicamente alcuna intenzione di lasciare il predominio a Pechino senza fare nulla.

Tutto questo avviene mentre il Governo cinese, se da un lato apre agli investimenti, dall’altro ricorda di essere sempre quello ad avere l’ultima parola e difende attivamente gli interessi nazionali, cosa che invece in Occidente non avviene più dal momento che i mercati diventano essi stessi più importanti dei governi e delle persone. Insomma, quanti sostengono che il comunismo e le economie pianificate hanno fallito dovrebbero vedere la realtà da un’altra prospettiva, si accorgerebbe che la prima economia al mondo, quella cinese, è retta proprio da un partito comunista.

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