CETA: il trattato euro-canadese arriva al Parlamento Europeo

Il CETA, Comprehensive Economic and Trade Agreement ( la cui traduzione è Accordo Economico Commerciale e Globale) torna a far parlare di sè. Il prossimo 15 febbraio, infatti, l’accordo di libero scambio tra Canada ed Unione Europea arriverà al Parlamento Europeo di Strasburgo per la ratifica finale.

Come il fratello maggiore TTIP, accordo tra l’Unione Europeo e gli Stati Uniti, anche questo patto commerciale si presenta come conveniente per tutti, visto che ha lo scopo di abbattere i dazi e le tariffe doganali tra le due sponde dell’atlantico. In verità sono molti i punti oscuri che, se il trattato verrà approvato, porteranno convenienza solo a determinati e già privilegiati gruppi sociali ma non ai cittadini comuni e ai consumatori.

Monica Di Sisto, portavoce della campagnaSTOP TTIP Italia” ha fatto alcune domande scomode alle quali non è mai stata data una risposta. ” I messaggi di risposta ricevuti in questi giorni sembrano un copia e incolla di slogan propagandistici. Un tentativo maldestro di rassicurare migliaia di cittadini preoccupati, spesso ben più informati degli stessi loro rappresentanti“, queste le parole dalla stessa Di Sisto per sintetizzare ciò che è accaduto finora.

Ad essere messi in discussione sono tematiche fondamentali come la sicurezza alimentare o la protezione dell’ambiente. Gli standard minimi di qualità europei lasceranno il posto a quelli canadesi, che sono molto più bassi, e che permettono l’arrivo sul mercato di vari cibi trattati con elementi pericolosi come il glifosato o gli ogm.

Numerose persone, di altrettanti ed importanti paesi europei come Germania e Olanda, si recheranno, il 15 febbraio, a Strasburgo per far sentire la loro voce e mostrare la loro contrarietà al Parlamento Europeo.

Di seguito riportiamo il testo della mail che tutti possono inviare agli europarlamentari dopo averla firmata.

On. Europarlamentare,
negli ultimi mesi migliaia tra cittadini, associazioni e organizzazioni hanno inviato ai loro rappresentanti all’Europarlamento una richiesta di chiarimento circostanziata sui rischi del CETA. Poche sono state le risposte ricevute. Come cittadino/a italiano/a e come elettore o elettrice nella circoscrizione dove Lei è stato eletto, sono particolarmente preoccupato della politica economica e commerciale messa in campo dalla Commissione Europea. Il TTIP prima e adesso il CETA, per una serie di questioni già evidenti nei testi ufficiali, disegnano una prospettiva di sviluppo che rischia di impattare negativamente sulla filiera agroalimentare italiana, sulla tutela ambientale e persino sulle prerogative degli organismi democraticamente eletti nel nostro Paese, attraverso l’istituzione di un sistema per la risoluzione delle controversie potenzialmente lesivo delle prerogative costituzionali. Il tutto senza offrire garanzie esigibili per le condizioni e i diritti dei lavoratori, come ricordato dai sindacati europei e canadesi e come sottolineato dalla Commissione EMPL.
Il Parlamento Europeo è chiamato a ratificare il CETA, un accordo da noi considerato rischioso proprio avendone analizzato i testi e le possibili ripercussioni.

Per questo crediamo che la ratifica del CETA non possa passare sotto silenzio e le chiediamo di prendere in seria considerazione le preoccupazioni dei cittadini e delle cittadine, esprimendo un voto contrario il 15 febbraio al Parlamento Europeo.

Resto in attesa di una sua cortese risposta e le invio cordiali saluti

Firma (nome e cognome, città)“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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