Brigate di Solidarietà Attiva: nuovo appello per le popolazioni terremotate

Il 24 agosto scorso un forte terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito la zona del Centro Italia, per essere esatti tra le province di Ascoli Piceno e Rieti, causando la morte di 299 persone. Da lì una serie di altre scosse, nel corso dei mesi successivi, non ha fatto che rendere ancora più difficili le operazioni di soccorso.

Sabato prossimo, 24 giugno 2017. saranno passati esattamente 10 mesi da quel giorno. Un lungo lasso di tempo durante il quale, molte volte, le popolazioni terremotate, si sono sentite abbandonate dalle istituzioni.

Le immagini di inizio giugno, quando si sono registrate forti tensioni durante l’assegnazioni delle prime casette a Pescara del Tronto, fanno ben capire quale sia la reale situazione nella zona che, ad oggi, si trova a dover affrontare anche un altro problema con l’arrivo della stagione calda che renderà ancora più difficile la vita di moltissime persone. Tutto questo però non ha smosso minimamente l’interesse dei media nazionali che, dopo un prima “full immersion” nelle vicenda, non si interessano più tanto di quello che avviene in quei luoghi.

Per fortuna ci sono alcune entità che continuano a lavorare sul campo nonostante tutti i problemi e i disagi che rendono difficile qualsiasi intervento nella zona. Una di queste sono le Brigatae di Solidarietà Attiva (BSA) che, dalle prime ore immediatamente successive al sisma del 24 agosto, si sono organizzate per portare aiuti sul campo a chi ne aveva bisogno.

Tutto questo è stato portato avanti grazie a concetti come auto-finanziamento, autorganizzazione, e autonomia territoriale senza mai, in alcun modo, scendere a compromessi con le istituzioni. Per questo motivo, di seguito, riprendiamo e pubblichiamo un nuovo appello lanciato dalle BSA sulla loro pagina Facebook pochi giorni fa:

Il 24 Giugno saranno 10 mesi dalla prima scossa. Capiamo quindi coloro che potranno rimanere spiazzati da questo appello: apriamo di nuovo la raccolta dei beni. Chiediamo cioè di nuovo a tutte quelle associazioni, gruppi di amici, colleghi e vicini di casa, centri sociali e partiti che si sono già attivati – a anche a nuove collaborazioni, per chi ci ha conosciuto solo di recente- di mettere di nuovo in moto quella spinta di solidarietà che ci ha permesso di stare al fianco della popolazione del cratere del Centro Italia fino ad ora.

Forse in tanti vi domanderete come sia la situazione, perchè ancora occorrono raccolte di beni. Nel nostro piccolo proviamo a raccontarlo quando pubblichiamo foto e video, appelli e testi: nel silenzio totale calato sui media rispetto a quello che accade e alle condizioni di vita della popolazione, ci sentiamo in dovere di raccontare di quanto tutto stia procedendo a rilento, di quanto – e meno male- la popolazione abbia fatto spesso da sé e si sia autorganizzata per non trovarsi senza riparo sulla testa. In alcune zone, sopratutto nella zona di Amatrice, non ci sono ancora negozi aperti: non esiste cioè, se non a grandi distanze, un luogo dove fare la spesa. Inutile dire che la viabilità è ancora un grosso grosso problema, tra strade dissestate e macerie che stanno per compiere il primo anno di vita, ancora in gran parte abbandonate. Oltre a questo, se per qualcuno l’emergenza piano piano cessa, per altri invece non cessa mai: parliamo di coloro che hanno perso il lavoro a causa del terremoto, ma anche di coloro che, già prima delle molteplici scosse, vivevano in dissesto economico.
Una difficoltà che il terremoto ha solo, ulteriormente, ampliato.

Giusto qualche giorno fa, dopo una serie di manifestazioni, c’è stato un tavolo di trattativa con la Regione Lazio (che è comunque solo una parte del cratere): la lunga serie di problematiche sollevate dai comitati dei terremotati, in parte soddisfatte, rende chiaro che le problematiche vissute dalla popolazione sono ben più di quelle che, molto brevemente, citiamo qui per fare un quadro più chiaro possibile del contesto.
Si, la situazione è ancora molto difficile e noi non abbiamo il coraggio, nonostante la stanchezza, di mollare. Non riusciamo a dirci che abbiamo fatto tutto quello che potevamo, perché abbiamo visto come l’unione di tutti permetta di spingere la solidarietà così avanti da farci essere attivi per mesi in 4 regioni diverse.
Abbiamo visto cosa possiamo fare in tanti e sappiamo che possiamo andare avanti nella nostra azione di supporto e solidarietà dal basso se ci muoviamo insieme. Mentre pensiamo e proviamo a organizzare coi comitati locali strutture permanenti di solidarietà e mutuo soccorso da far vivere oltre e al di là della nostra presenza, chiediamo a tutti coloro che possono, un ultimo sforzo.

Chi ha la possibilità di attivare raccolte di beni, ci contatti alla email magazzinibsa@gmail.com: riceverete tutte le istruzioni utili, la lista dei beni utili e vi sarà indicato un referente al quale fare riferimento per ogni necessità.

Siamo una associazione che vive di auto finanziamento, possediamo ( e sempre e solo grazie a tutti voi) 3 furgoni e poco altro: per questo chiediamo a chi deciderà di aiutare la popolazione del cratere, di occuparsi anche del trasporto dei beni (e in conseguenza, di raccogliere quanto si è in condizione di trasportare, per evitare lunghi stoccaggi che deprimerebbero i beni): i nostri mezzi sono infatti impiegati ogni giorno nella distribuzione e nei rifornimenti dei nostri campi.

Grazie a chi deciderà di sostenerci

Ancora e sempre
Dal popolo per il popolo“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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