Blu: nuova incursione artistica a favore del movimento No Tav

Il movimento No Tav e la Val Susa sono tornati alla ribalta della cronaca in questi ultimi giorni. L’evento, va precisato, non ha nulla a che vedere con una sentenza legata ad uno dei numerosi processi in cui sono imputati gli attivisti e nemmeno al resoconto dell’ennesima manifestazione che si è svolta nella valle contro l’eterna costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione.

Questa volta a finire sotto la luce dei riflettori è il lato culturale della vicenda grazie ai nuovi murales realizzati dal writer Blu. Lo stesso artista torna a far parlare di sé dopo il caso di Bologna in cui le sue opere vennero volontariamente oscurate per non venir “usate” dalla giunta comunale locale che voleva realizzare una vera e propria mostra a pagamento su di esse.

Non è la prima volta che Blu viene a portare il suo sostegno agli abitanti della Val Susa. Già un anno fa, nel maggio 2015, il writer si era recato in quei luoghi ed aveva realizzato alcuni murales in favore del movimento No Tav. Lo ha rifatto nei giorni passati e, questa volta, l’opera ha dimensioni talmente imponenti che difficilmente potrà passare inosservata.

L’artista di fama mondiale ha visitato il paese di Chiomonte, uno dei luoghi chiave del movimento di protesta. Proprio qui, su un enorme muro ben visibile quando si entra nel paese, ha realizzato una grande opera che misura cinquanta metri di lunghezza e dieci di altezza.  Secondo alcuni ha preso come modello il film horror “The Human Centipede“.

Prima di tutto ha disegnato una enorme scritta che diceva “Alta Voracità“, storpiatura di quella famosa “Alta Velocità“. Dopodiché, sotto di essa, ha dipinto l’opera d’arte vera e propria che rappresenta un corpo umano in ginocchio, di cui non riesce a vedere la testa, vestito con una camicia su cui sopra è stata disegnato il simbolo della bandiera dell’Unione Europea.

Questo corpo è ripreso mentre defeca delle banconote che vengono immediatamente mangiate da un altro personaggio che, sempre in ginocchio, indossa una fascia tricolore, il simbolo del potere dei vari sindaci italiani. Dietro questo sindaco, infine, vi sono una serie di altre figure che, simbolicamente, rappresentano tutte quelle categorie che, per un motivo o per l’altro, spingono affinchè la linea ad alta velocità venga portato avanti: ad esempio si possono notare un giudice, un costruttore ed un poliziotto.

Si tratta di una vera e propria sfida lanciata da Blu, che il quotidiano inglese “The Guardian ha definito ” uno dei migliori dieci street artists in circolazione“. L’artista infatti, dopo il “caso bolognese“, si rifà vivo a ribadisce il proprio sostegno alla lotta No Tav. Lo fa realizzando alcune opere che, questa volta, non potranno certo essere salvaguardate per guadagnarci sopra ma, tuttalpiù, dovranno potranno essere distrutte tranquillamente perchè appoggiano un movimento “eversivo secondo le istituzioni locali e nazionali.

Blu stesso, inoltre, ha voluto portare la propria solidarietà ad Ines, una delle tante attiviste che quotidianamente porta avanti la propria singola lotta contro la Tav. Per questo, dopo la visita a Chiomonte, si è recato nella frazione di San Giuliano della Val Susa.

San Giuliano è uno dei punti strategici per i costruttori perchè, proprio qui, dovrebbe sorgere l’importante stazione internazionale di Susa. L’edificio, per le sue dimensioni, andrebbe bene per una media città italiana più che per un paesino che supera appena i 6 mila abitanti. Nonostante l’assurdità del progetto, neanche in questo caso, le opinioni degli abitanti sono state prese in considerazione e l’opera va avanti come se nulla fosse.

La cosa che lascia più esterrefatti è il fatto che, per far spazio alla stazione, potrebbero essere abbattute alcune abitazioni private a San Giuliano. Tra gli edifici a rischio vi è anche la cascina della signora Ines.

Per dare un contributo simbolico Blu, sulla facciata est della medesima abitazione, ha realizzato un altro murales. Il writer ha cercato di rappresentare un vero e proprio albero della vita“, che non ha nessuna somiglianza con quello diventato il simbolo di Expo. Tale pianta cerca di fermare, con ogni mezzo possibile, una macchina da lavoro arancione, simbolo dei “pro-Tav” che, a sua volta, tenta di oltrepassare quella barriera naturale.

Insomma,dopo il sostegno dello scrittore Erri De Luca, che per le sue affermazioni a favore dei No Tav ha dovuto affrontare un vero e proprio processo, ecco un altro importante esponente della cultura moderna che porta il suo sostegno al movimento val-susino. Chissà che questo nuovo evento non faccia affrontare la questione sull’alta velcoità in maniera chiara una volta per tutte; la speranza,d’altronde, “ è l’ultima a morire“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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