Basta abusi. Aldrovandi in tutti gli stadi

Condividiamo il comunicato di ACAD (Associazione Contro gli Abusi in Divisa), dopo i fatti dello scorso 1 dicembre, quando prima della partita di campionato di Serie A, Roma- Spal, è stato vietato agli ultras della Spal di accedere allo stadio Olimpico di Roma con la bandiera che ormai contraddistingue la Curva Ovest, il volto di Federico Aldrovandi.

LEGGI: LA STORIA DI FEDERICO ALDROVANDI

L’invito di ACAD, rivolto a tutte le tifoserie italiane e non, è quello di esporre bandiere o altro materiale raffigurante il volto del ragazzo ferrarese ucciso durante un fermo di polizia, a seguito del quale sono state scritte bruttissime pagine di storia, con intimidazioni e provocazioni da parte di esponenti delle forze dell’ordine nei confronti dei genitori di Federico.

LEGGI: SIT-IN DEL COSIP 

Eppure Federico è riuscito ad entrare in quello stesso stadio in cui era stato vietato l’ingresso della bandiera agli ultras della Spal. Nella partita di Champions League giocata lo scorso 5 dicembre a Roma, tra la squadra capitolina e il Qarabag, nella curva della Roma è comparso il viso di Federico.

aldrovandi stadio olimpico

“Il divieto di far entrare la bandiera con il volto di Federico Aldrovandi, imposto ai tifosi della Spal nella trasferta romana, è un fatto troppo grave; troppo grave per relegare la nostra rabbia solo ai post sui social, troppo grave da necessitare una risposta di tutti.

Federico fu ucciso nel settembre del 2005 a soli 18 anni. Fu ucciso da 4 poliziotti che gli spezzarono il cuore fino a soffocarlo, rompendogli addosso due manganelli fino a procurargli 54 lesioni. “Schegge impazzite” fu la definizione che diede un procuratore generale a quelle persone, prima della loro condanna definitiva in Cassazione.

Quello che ha subito Aldro è una verità storica, oltre che giudiziaria, incancellabile come lo furono i fatti vergognosi successivi alla sua morte: negli applausi dei sindacati di polizia agli agenti condannati, nelle offese alla madre, nelle querele alla madre, nelle dichiarazioni folli e disgustose di certi esponenti istituzionali che hanno negato per anni l’evidenza.
Il divieto imposto ai tifosi della Spal non ha alcuna giustificazione.
E’ un atto di prepotenza e arroganza. E’ un atto da Stato di Polizia.

Abbiamo deciso di non rassegnarci alla denuncia e al racconto: se non volevano Federico in una curva, Federico glielo faremo trovare ovunque.

A pochi giorni dai fatti di Vicenza, dove Luca, un ultrà della Sanbenedettese è finito in coma e tuttora è in ospedale, è necessario mandare un segnale forte contro la violenza e gli abusi di polizia di questi ultimi decenni, affinchè non vi siano mai più altri Federico.

ACAD L’Associazione Contro gli Abusi in Divisa invita tutta la collettività a partire dalle tifoserie e dalle curve, oltre la propria fede e oltre i colori, ad esporre ove sia possibile l’immagine di Federico Aldrovandi con striscioni, magliette, foto, bandiere e qualsiasi mezzo ognuno ritenga più opportuno e ad accompagnare, dove realizzabile, il tutto con l’hashtag #FedericoOvunque.

Chiediamo a chiunque di far apparire Federico in ogni luogo possibile delle nostre città, con la dignità e il rispetto che la famiglia Aldrovandi ci ha sempre insegnato.

Sabato 9 dicembre e domenica 10 dicembre facciamogli vedere che non abbiamo dimenticato quello che hanno fatto a Federico, mostrando Federico ovunque, com’era da vivo.”

Questa ulteriore macchia sul ricordo di Federico pone una questione: chi ha paura di quel viso? Chi vorrebbe cancellare il ricordo di Federico e della sua storia che, come in tante altre occasioni, ha troppe volte visto protagoniste in negativo le forze dell’ordine?

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com