Baobab: riapre il centro rifugiati più famoso di tutta Roma

Il Baobab, il centro per accoglienza rifugiati chiuso qualche mese fa a Roma, sta per riaprire. Dopo lo sgombero ingiustificato dello scorso dicembre infatti, deciso dal commissario Tronca con l’approvazione del ministro degli interni Angelino Alfano senza alcun reale motivo, ad oggi, non si è fatto nulla per migliorare la “situazione migranti” all’interno del Grande Raccordo Anulare.

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La decisione di riaprire questo importante luogo che fino all’autunno scorso ha accolto, grazie al solo volontariato di tutti i cittadini romani, ben 35 mila persone richiedenti aiuto, è stata presa perchè si è capito che, con l’inizio dell’estate e la chiusura della cosiddetta “Rotta dei Balcani“, gli arrivi del nostro paese riprenderanno con altissima probabilità. Nonostante tutte le promesse fatte, non c’è stato alcun cambiamento riguardo la tematica dell’accoglienza, se non una larga maggioranza di politici che stanno giocando sulla pelle dei migranti; proprio per questo, i volontari del Baobab hanno capito che vi è bisogno di un nuovo luogo dove poter accogliere i migranti in transito verso i paesi del Nord Europa.

La nuova struttura sorgerà vicino a Via Cupa, luogo dove si trovava il primo Baobab: quello amato, conosciuto e apprezzato da moltissimi persone. Si è deciso di aprire la nuova sede presso la zona dove sorgeva l’ex Istituto Ittiogenico, a pochi metri dal capolinea degli autobus della Stazione Tiburtina: proprio qui infatti, lo scorso anno, si accamparono i primi migranti in transito per Roma e la situazione, diventata insostenibile dopo poche settimane, spinse alcune persone a creare il famoso centro di accoglienza a due passi da piazza Bologna.

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C’è da ricordare che i volontari del Baobab non hanno mai smesso la loro opera di accoglienza fino ad oggi, dopo lo sgombero dello stabile lo scorso dicembre. Infatti, durante questi mesi invernali, davanti al portone della struttura di via Cupa è stato presente un camper, messo a disposizione da alcune organizzazioni umanitarie internazionali,, che ha permesso, seppur con mezzi limitati, di garantire un minimo di assistenza ai molti migranti che continuavano ad arrivare.

Tutto questo è stato deciso nella totale autonomia e nella più totale indipendenza da qualsiasi tipo di istituzione poichè esse hanno cercato di schivare il problema, senza un reale motivo. Come spiega un volontario del Baobab :” Abbiamo deciso di andare avanti da soli anche perché vorremmo iniziare la riqualificazione prima che inizino gli arrivi massicci e si crei una nuova situazione emergenziale. A Roma questo è ormai un fenomeno strutturale, di cui le istituzioni faticano a prendere coscienza“.

L’apertura della nuova sede, che si chiamerà ” Baobab 2“, dovrebbe avvenire entro l’estate.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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