Austria: lo scampato pericolo elettorale da non sottovalutare

L’Austria, alla fine, non avrà un presidente di estrema destra. Nonostante i timori della vigilia, visto il risultato raggiunto al primo turno, l’ultra-nazionalista Norbert Hofer, leader del Fpoe ( Partito della Libertà Austriaca), è stato sconfitto al ballottaggio dall’esponente dei Verdi locali, l’ecologista Alexander Van Der Bellen.

Lo scarto tra i due candidati è minimo: 50,3% per uno e 49,7% per l’altro, pari a circa 30 mila voti di differenza. La vittoria del leader dei Verdi, inoltre, è arrivata solamente grazie agli 800 mila voti di coloro che hanno votato per corrispondenza; nella serata di domenica, bisogna ricordarlo, dopo lo scrutinio dei soli voti dei seggi l’esponente di Fpoe era in testa.

E’ stata una vittoria sofferta e quasi insperata dopo il primo turno che aveva visto la scomparsa dei cosiddetti “partiti tradizionali che, per la prima volta, non riusciranno a entrare nel Parlamento locale. Adesso Van Der Bellen si trova in una situazione assai difficile: dovrà, col paese spaccato in due dal punto di vista politico, trovare i numeri per formare un governo stabile. Un fatto arduo in questo ultimo periodo: vedere il caso della Spagna che, proprio per la mancanza di una maggioranza parlamentare, tornerà alle urne il prossimo 26 giugno.

Subito dopo la conferma della vittoria dei Verdi sono arrivate le congratulazioni da Bruxelles visto lo “scampato pericolo dalle parti di Vienna. Nonostante tutte le parole rassicuranti dell’Europa, che ha ripetuto che ” ancora una volta la democrazia ha trionfato su tutto e tutti“, è innegabile che la tornata politica austriaca lascia più di qualche riflessione.

Forse è giunto veramente il momento in cui Bruxelles riveda un attimo i suoi piani, mettendo attenazione a tutto quello di razzista e negazionista, questa Europa sta, forse, implicitamente costruendo. Il segnale perchè che un partito di chiara matrice anti-europeista e anti-immigrazione come quello di Hofer abbia ottenuto quasi il 50% dei consensi in uno dei 28 paesi membri dovrebbe far riflettere.

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I criteri di sviluppo e i piani per arrivare alla tanto agognata ripresa economica, fatti e stabiliti solamente per tenere i conti in ordine ma non preoccupandosi dei reali disagi della popolazione, non hanno raggiunto, per molti, i risultati sperati. Tutto questo fa sì che, ogni volta se ne presenti l’occasione, le persone lanciano un loro grido di dissenso andando a votare chiunque si ponga contro le istituzione europee. Il caso austriaco è solo l’ultimo di una lunga seria che comprende anche altri paesi come Ungheria e Polonia dove, tuttora, hanno il potere governi di chiara matrice conservatrice e anti-europeista.

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Inoltre bisogna trovare un modo per aiutare gli strati sociali “meno qualificati” della popolazione. Non a caso l’Fpoe ha ottenuto un larghissimo consenso tra le masse di lavoratori austriaci più umili i quali, per un motivo o per l’altro, soffrono più di tutti i diktat economici imposti da Bruxelles ai vari paesi dell’Unione Europea.

Lo stesso modo in cui viene gestito il cosiddetto “problema immigrazione” lascia qualche dubbio. In questo campo credo che l’Europa debba trovare il modo di far coincidere, contemporaneamente, la sicurezza dei propri cittadini con la necessità di accogliere persone che hanno bisogno di qualsiasi cosa. Un fine del genere, bisogna ammetterlo, è difficile da raggiungere dato che vari esponenti politici e numerosi partiti europei gettano letteralmente benzina sul fuoco per ottenere un pugno di consensi in più alle future elezioni, a partire dallo stesso Hofer.

Insomma, l’Unione Europea non deve snobbare i segnali arrivati dall’Austria, perchè altrimenti, alla prossima tornata elettorale si ripresenterà al stessa situazione e sarà l’ennesima sfida all’ultimo voto, con il rischio di vedere un governo di ultradestra.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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