Alta Felicità: riflessioni sul festival No Tav a Venaus

Proprio ieri, in località Venaus, si è concluso il festival “Alta Felicitàorganizzato dal movimento No Tav della Val Susa e dallo stesso comune della valle piemontese. Un evento partito sotto i migliori auspici e conclusosi con un bilancio più che positivo.

Leggi: Val Susa, ecco il “Festival Alta Felicità”

Si capiva subito che sarebbe stato una oppurtunità “chiave” per conoscere questo mondo a cominciare dalla scelta del posto, tuttaltro che casuale. Proprio a Venaus, infatti, l’8 dicembre 2005 si erano verificati violenti scontri tra la polizia e gli attivisti che cercavano di riprendersi la zona, da dove sarebbero dovuti partire i lavori della Torino-Lione. Alla fine prevalse il popolo No Tav che creò un nuovo presidio; da allora, quella data è diventata un po’ “il giorno simbolo” di tutta ciò che è avvenuto, in seguito, nella valle.

Sono stati circa 1500 coloro che hanno passato l’intero festival nel campeggio messo a disposizione dagli organizzatori. La sera, poi, durante i concerti, dove si sono esibiti artisti di tutto rispetto, si è arrivati a raggiungere le 5000 presenze.

Alta Felicità” è stato un modo per offrire, a chiunque volesse, la possibilità di entrare in contatto con il movimento di protesta contro la linea dell’alta velocità Torino-Lione: a questo appello hanno risposto, per migliaia di motivi molto diversi tra loro, migliaia di persone da tutta Italia. I campeggiatori, infatti, sono stati accolti dagli stessi abitanti della valle che, attraverso vari modi: conferenze, passeggiate e dibattiti, hanno mostrato un volto “alternativo” della zona e degli attivisti No Tav che andava completamente contro lo stereotipo diffuso dai media nazionali.

Spesso, infatti, si parla o si sente parlare della situazione in Val Susa solamente quando si verificano incidenti e tensioni con le forze dell’ordine. Questa volta, invece, si è potuto vedere anche il lato “semplice” e “popolare” di un movimento che racchiude vari generi di persone: da ragazzi ai più anziani, tutti con idee politiche e formazione culturale ben differenti.

Leggi: Repressione contro i No Tav ultrasettantenni

Purtroppo, però, non è andato tutto liscio: si è appresa la notizia che un gruppo di campeggiatori, diretti al confine del cantiere della ferrovia nella zona di Chiomonte, si sono trovati durante il tragitto le forze dell’ordine schierate in assetto anti-sommossa. Nonostante dei tentivi di mediazione, alla fine, gli attivisti si sono dovuti arrendere ed hanno dovuto interrompere la “visita guidata al mostro”.

Altro punto da mettere in luce è stata la presenza di numerosi rappresentanti culturali che, per varie ragioni, sostengono la lotta al Tav. Da Elio Germano fino a Wu Ming 1 e 2, fino a Nino Frassica, sono stati molti coloro che, attraverso dibattiti e conferenze, hanno spiegato ai presenti perchè supportano una protesta del genere e sono contrari alla costruzione di questa grande opera.

Inoltre sono arrivate a Venuas anche personalità più militanti. Una è stata l’attivista Nicoletta Dosio che, a fine giugno, è stata raggiunta da un obbligo di firma; la stessa Dosio però, in un video diffuso su internet, si è rifiutata di sottomettersi a questa sentenza e a qualsiasi altra forma di custodia cautelare.

Era presente anche Stefania Zuccari la madre di Renato Biagetti, giovane attivista romano ucciso il 27 agosto 2006 dopo un agguato fascista sulla spiaggia di Focene. Stefania, poche settimane prima le celebrazioni per il decennale del figlio, si è voluta recare in Val Susa, dopo essere stata a Genova per i 15 anni dal G8, per portare il suo appoggio ad una realtà del genere.

Leggi: Renato Biagetti, un ricordo della madre Stefania

Nonostante i rischi che oramai corre chiunque si schiera così apertamente in favore degli attivisti valsusini, la partecipazione è stata allargatissima. A tal proposito, ricordiamo le storia di Roberta Chiroli (APPROFONDIMENTO), la studentessa della Cà Foscari condannata a due mesi per la sua tesi di laurea in antropologia incentrata sul movimento No Tav, e Erri De Luca, messo sotto processo per una intervista rilasciata al quotidiano Huffington Post (processo conclusosi con l’assoluzione dello stesso De Luca), sono gli ultimi esempi di una repressione molto dura messa in atto dalle istituzioni.

Leggi: No Tav, i motivi della sentenza di assoluzione ad Erri De Luca

Quest’anno il festival Alta Felicità si è svolto pochi giorni dopo il quindicesimo anniversario dai fatti del G8 di Genova. Anche nel capoluogo ligure, dal 19 al 21 luglio 2001, un variegato e partecipato movimento veniva messo a tacere, questa volta in maniera definitiva, perchè si contrapponeva, tramite differenti modalità, ai voleri “imposti dall’alto”.

Leggi: Il dito indicava la globalizzazione, e avevamo ragione, ma voi avete visto l’estintore

Si spera che, sul movimento No Tav, non si continui a riversare la repressione e la strumentalizzazione più becera da parte di chi, vuole a tutti i costi, un’opera che sembrerebbe inutile.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com