Alexis Occupato: lo spazio sociale di via Ostiense a rischio sgombero

Da quattro anni, sulla via Ostiense di Roma, vi è un bellissimo spazio sociale chiamato “Alexis Occupato. Aperto nel 2012 è dedicato alla figura di Alexandros Grigoropoulos: uno studente greco di 15 anni ucciso, il 6 dicembre 2008, nel quartiere Exarchia di Atene nel periodo delle mobilitazioni più intense contro l’austerità che, ancora oggi, colpisce il paese ellenico.

Nel corso di questi anni, all’Alexis Occupato, sono cresciute numerosissime esperienze che, in qualche modo, cercano di contrastare quel processo di gentrificazione che, da un pò di tempo, sta interessando varie parti di Roma. Ad esempio, è stata aperta una vera e propria libreria indipendente, la “Piuma di Mare, ed hanno iniziato le loro attività un’aula studio, una trattoria popolare: la “Trattoriot Dar Greco. Infine sono molti gli sportelli di consulenza gratuita attivi oggi all’interno della struttura.

Lo stesso lato culturale di questo spazio non è da tralasciare. Lo storico street artist Blu, ad esempio, si è dedicato alla realizzazione dei numerosi murales, che rappresentano la caotica e quotidiana vita metropolitana della Città Eterna, che si trovano sulla facciata principale dello spazio occupato e che sono ben visibili da chiunque percorra la via Ostiense.

Purtroppo anche per l’Alexis, negli ultimi tempi, sono iniziati i guai che stanno interessando vari spazi sociali all’interno del G.R.A. romano. Alcuni giorni fa, infatti, gli occupanti hanno fatto sapere che l’Alexis Occupato è a rischio sgombero. Per fermare ciò, è stata lanciata una vera e propria petizione per salvare uno degli ultimi spazi sociali di Ostiense: in una zona in cui, per varie ragioni, processi di gentrificazione e speculazione edilizia sono presenti da anni oramai.

Non si capisce bene il perché di questa scelta visto che, al momento, nessuno è stato ancora in grado di spiegare a quali nuove funzioni sarà dedicato l’edificio interessato. Ciò che gli occupanti contestano è che, facendo così, si priverà la popolazione della zona di un altro spazio in cui chiunque si può recare per portare avanti concetti come autogestione e socialità.

Per fermare questo ennesimo scempio, gli attivisti dell’Alexis hanno convocato una assemblea cittadina aperta per le ore 18 di venerdì 2 dicembre 2016. Durante l’iniziativa, gli occupanti dello stabile, presenteranno il progetto di recupero di Alexis e promuoveranno una campagna di mobilitazione.

Vogliamo chiudere con l’appello lanciato affinchè una struttura come questa non venga sgomberata per finire nella mani di qualche suddito del cosiddetto dio denaro. Tale appello ha già ottenuto il supporto di importanti spazi sociali romani, di numerosi esponenti culturali e anche di singoli e semplici cittadini:

“In questi giorni ci arriva la notizia di un atto giudiziario nei nostri confronti, con rischio sgombero del nostro spazio.

Notizia che ci appare assurda essendo il nostro spazio da circa 3 anni e mezzo inserito dentro il percorso della delibera regionale per l’emergenza abitativa ed avendo noi presentato un progetto di recupero dello spazio sia alla regione che al comune di Roma. Progetto, il nostro, che comprende non solo 10 appartamenti ma anche uno spazio sociale ed una libreria, un luogo da gestire insieme al quartiere come spazio di cultura che vediamo essere del tutto assente nel nostro territorio.

Sgomberare Alexis, infatti, non significherebbe solo mettere per strada dei giovani precari e precarie in emergenza abitativa ma anche distruggere uno dei pochissimi spazi culturali di tutta la via, una libreria che da oltre un anno organizza momenti culturali, presentazioni di libri con autori di rilievo nazionale, da Nanni Balestrini passando per il fumettista Zerocalcare arrivando all’organizzazione di un festival di letteratura per l’infanzia “Impunito” che ha visto partecipare centinaia di bambini e adulti.

Una libreria che nasce a dispetto di un’attualità caratterizzata da un forte impoverimento culturale e l’abbandono progressivo della lettura. Una libreria controcorrente perché sceglie di favorire le case editrici indipendenti che si trovano oggi schiacciate da un mercato che vuole farle morire e concentrare tutto nelle mani dei grandi gruppi editoriali. Un progetto, quindi, che ha scelto di caratterizzarsi nel segno dell’indipendenza in una Roma che ha visto chiudere, negli ultimi mesi, moltissime librerie.

Sgomberare Alexis significa privare via Ostiense e Roma di un importante baluardo culturale indipendente e presidio di decisionalità della cittadinanza e continuare quel processo che stiamo vedendo devastare tutto il nostro territorio, utile solo ai grandi speculatori e a chi deve estrarre valore per fare profitti”.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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