Accoglienza senza riscaldamenti, diritti umani violati

Nella struttura di accoglienza per minori stranieri di via del Frantoio,  a Roma, l’inverno è trascorso senza riscaldamenti. Il centro è gestito da una delle cooperative commissariate dopo Mafia capitale, Oltremedia racconta una visita al suo interno.

Gli operatori che vogliono cambiare la situazione emergenziale che si è creata, si sono organizzati attraverso USB (Unione sindacale di base) e organizzano riunioni, manifestazioni e visite nei centri per far conoscere all’esterno cosa succede: “una violazione continua dei diritti umani” secondo Valentina Greco, delegata USB. Via del frantoio ospita 23 minori stranieri non accompagnati, uno dei tanti centri gestito dalle cooperative che fanno capo alla 29 Giugno di Salvatore Buzzi, arrestato nell’ambito di mafia capitale.

A rispondere alla denuncia del sindacato anche l’assessore alle Politiche Sociali e alla Casa Francesca Danese che ha visitato il centro insieme al presidente della commissione Diritti Umani, il senatore del Pd Luigi Manconi, intervistato da Oltremedia. “Questi giovani hanno vissuto tutti i mesi invernali, anche con temperature particolarmente rigide, dentro stanze in pessime condizioni, con infissi non perfettamente chiusi. Senza contare l’acqua calda, permessa solo per fasce orarie, e un’alimentazione palesemente inadeguata per degli adolescenti” ha dichiarato.

Dal 23 febbraio operatori, delegati USB e rifugiati si sono riunìti all’Esquilino per manifestare. “Senza Paura” è stato lo slogan della manifestazione.  “Il presidio – si legge in una nota dell’Usb – è indetta contro le stragi di migranti e richiedenti asilo, che continuano a insanguinare il Mediterraneo; contro la condizione di abbandono dei centri di accoglienza, dove migranti, richiedenti asilo e rifugiati vengono per mesi parcheggiati come pacchi, spesso senza i servizi minimi di assistenza; contro la vergognosa campagna razzista e strumentale, che dipinge migranti, rifugiati e richiedenti asilo come parassiti che riceverebbero dai 25 ai 35 euro al giorno; contro la condizione di sfruttamento dei lavoratori nei vari centri, sottopagati con contratti precari e turni di lavoro massacranti, ridotti ad un lavoro di portierato e di controllo a discapito di un vero servizio di accoglienza; contro il sistema mafia capitale, che ha consentito un giro di sfruttamento e arricchimento da parte di soggetti che hanno fatto dell’accoglienza un business sulla pelle dei richiedenti asilo e dei lavoratori; contro lo stato di abbandono delle periferie, spesso ridotte a discariche di disagio sociale e disoccupazione, con i forti tagli al trasporto pubblico locale, mancanza di servizi e la crescita degli sfratti”.

AGGIORNAMENTO: La rete USB ci comunica che a seguito delle proteste del 23 febbraio, finalmente, i termosifoni sono tornati funzionanti nella struttura del Centro Salem. (Di seguito il link al comunicato USB)

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