8 settembre 1943: 75 anni fa la firma dell’Armistizio durante la seconda guerra mondiale

Sabato prossimo, 8 settembre 2018, cadrà il 75esimo anniversario della firma dell’armistizio dell’Italia fascista durante il secondo conflitto mondiale. Dopo parecchi anni di follie e promesse mai mantenute, ma dette comunque solamente per accaparrarsi sempre più consenso dopo il 28 ottobre 1922, i fascisti furono costretti, dopo aver lasciato il controllo del governo al generale Pietro Badoglio, a fuggire nelle zone del Nord Italia dove, di lì a poco, sarebbe stato instituito lo stato fantoccio della Germania nazista conosciuto come Repubblica di Salò.

La reazione degli ex.alleati nazisti fu spietata e non si fece attendere. Già due giorni dopo, infatti, si combattè quella che è conosciuta come la “Battaglia di Porta San Paolo” in cui i partigiani della 21esima divisione di fanteria “Granatieri di Sardegna” cercarono, in un ultimo e strenuo tentativo, di difendere la città di Roma dagli occupanti tedeschi. Purtroppo, vista la disparità numerica tra le opposte fazioni, il risultato fu scontato e le truppe naziste riuscirono a dare il via all’occupazione della Capitale italiana che si sarebbe conclusa il 4 giugno 1944.

Tra i diversi caduti ne viene ricordato uno in particolare: Raffaele Persichetti, a cui è stata dedicata una via nella zona dei combattimenti. Egli era un giovane studente che, dato il suo spirito da sempre antifascista, era stato uno degli “organizzatori“, in maniera del tutto volontaria, della Resistenza a Porta San Paolo in quelle giornate di lotta.

La Battaglia di Porta San Paolo, secondo i più, rappresenta la prima dimostrazione della Resistenza romana. A tale evento, infatti, presero parte alcune figure storiche molto importanti, come ad esempio il sindacalista Bruno Buozzi, che nei mesi successivi pagarono con la vita questa loro presa di posizione.

Sicuramente, stante i tempi odierni, è importante ricordare questi anniversari. Soprattutto in un periodo storico in cui i neofascisti continuano ad essere legittimati, come ad esempio accade con il Ministro della Repubblica Italiana, Matteo Salvini, che non fa nulla per nascondere le sue simpatie con gli ambienti dell’estrema destra nazionale.

Purtroppo però, il prossimo 8 settembre, anche i camerati torneranno in piazza per rivisitare, dal punto di vista storico, una data che, per questi signori, rappresenta un vero e proprio smacco da parte di quelli che, sempre i neofascisti, descrivono come “traditori“.

Nello specifico, a Rimini, è in programma un corteo nazionale di Forza Nuova: una formazione che, nel corso degli ultimi anni, ha ribadito le sue posizioni che si avvicinano molto a quelle del Ventennio. Contemporaneamente a Grosseto, altra città che come Rimini fa parte di una di quelle che un tempo erano conosciute come “regioni rosse“, si terrà la festa nazionale, della durata di tre giorni, di Casapound. Anche questa è una formazione di chiara stampo neofascista che però, a differenza di Forza Nuova, ultimamente è riuscita a far entrare alcuni suoi esponenti nella galassia politica nazionale (vedasi il caso del X municipio di Roma, n.d.r.).

A questo scempio gli antifascisti hanno risposto organizzando due differenti manifestazioni lontane dal punto di vista logistico, ma contemporaneamente, molto vicine tra loro dal punto di vista degli ideali. A Rimini, infatti, è stato convocato un corteo che partirà alle ore 16:30 a cui seguirà un concerto musicale. A Grosseto, invece, è stata indetta una mobilitazione che attraverserà le strade della cittadina toscana partendo alle ore 16 davanti la stazione centrale.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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