666: il gruppo cover metal-punk degli 883. Intervista ai membri

I 666 sono un gruppo metal-punk di Colleferro, piccolo paese a sud di Roma, che negli ultimi tempi si stanno esibendo con una certa frequenza un pò ovunque. Io, per la prima volta, ho avuto il piacere di sentirli dal vivo durante il festival “Achtung Banditen“, tenutosi lo scorso aprile negli spazi aperti dell’università Sapienza di Roma.

Una delle caratteristiche di questo gruppo è il fatto che si sono cimentati nel rifare, in versione metal-punk, alcune delle canzoni degli 883, il gruppo formato da Max Pezzali e scioltosi nel 2003. Durante i loro live i 666 creano quell’atmosfera perfetta per un bel “pogo” sotto palco al ritmo di canzoni quali “La Dura Legge del Gol” o “Hanno Ucciso l’Uomo Ragno“.

Il prossimo sabato, 19 novembre 2016, questo gruppo suonerà presso il Wishlist Club, un locale situato a via dei Volsci: la strada più famosa del quartiere San Lorenzo di Roma. Alcuni giorni fa abbiamo intervistato gli stessi componenti del gruppo.

1) Come mai avete deciso di formare un gruppo come i 666?

Sicuramente, alla base di tutto, c’è la passione per gli 883, cui segue l’assonanza tra quanto descritto da Max&Mauro e la realtà della provincia che tutti noi 666, fieri abitanti di Colleferro, ben conosciamo.

Dietro la volontà di creare un progetto come i 666 c’è però la voglia di non limitarsi a produrre fotocopie di quanto gli 883 ci hanno proposto qualche decina di anni fa, ma di imprimere ai pezzi anche il nostro marchio, il nostro stile, come emerge dagli arrangiamenti il più possibile metal dei testi rivisitati“.

2) Ci raccontate brevemente le tappe più importanti della vostra carriera musicale?

Tutto nasce con la scelta dei Plakkaggio ( ex Plakkaggio HC) di riproporre dal vivo un pezzo degli 883 al posto di una cover dei Maiden e, a quanto pare, la cosa è piaciuta molto. Da qui l’idea, poi concretizzata successivamente, di mettere in piedi il progetto 666. 

Abbiamo avuto poi l’opportunità di far uscire il nostro disco, “Perchè In Fondo Lo Squallore Siamo Noi”, grazie ad Hellnation Recordstore del nostro amico fraterno Roberto Gagliardi, al contributo di tanti amici del Tuscia Clan ( ad oggi è alla quarta stampa), a Zerocalcare, a Federica LaRude per le grafiche. Da lì in poi tante date di supporto ai più importanti nomi della scena punk italiana ed estera e, da ultimo, un concerto unico con il maestro Gianni Drudi, vera e propria icona, che ha diviso il palco con noi: probabilmente è stato il momento più alto della nostra carriera“.

3) Il nome da dove viene? Ha un qualche significato?

Naturalmente c’era bisogno di un nome che richiamasse quello degli 883. E’ allora stato scelto 666, tre cifre che richiamano gli 883 strizzando un occhio al numero della Bestia e all’omonimo disco degli Iron Maiden, uno dei nostri preferiti!“.

4) Siete conosciuti soprattutto perchè fate molte cover di alcuni pezzi storici degli 883. Come nasce questa idea ch sta riscuotendo un certo successo?

Come detto prima tutto trova origine nell’esperienza dei Plakkaggio, quando decisero di fare una cover di “Con Un Deca”. La concretizzazione si è poi avuta con la decisione di Gabriele (voce) ed Alessandro (batteria) di creare un gruppo tributo agli 883. Da lì si sono reclutati Chris (basso) e Valerio ( chitarra): così sono nati i 666“.

5) Per il futuro avete qualche progetto o sogno?

Sopravvivere (ahahahahahahahah), suonare insieme a Gigione e Jo Donatello, dare vita ad un secondo e speriamo ultimo disco, essere certi di centrare la bilia avversaria di terza sponda andando a castello!“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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