2 Agosto 1944. Lo sterminio dei Rom e il progetto PAL

Il 2 agosto 1944 le SS di guardia nel lager di Auschwitz-Birkenau sterminavano il campo delle famiglie Rom, mandando a morire nelle camere a gas 2.897 zingari tra uomini, donne e bambini, i quali trovarono la morte nel crematorio numero 5, quello più vicino allo Zigeunerlager. Una strage conosciuta con il nome di Porajmos (grande devastazione).

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Il 15 aprile 2015 il Parlamento Europeo ha finalmente deciso di istituire proprio il 2 agosto la Giornata dell’Olocausto Rom, decisione poi ratificata dal Vice-Presidente della Commissione Europea Frans Timmermans e dalla Commissaria UE per la Giustizia Věra Jourová, che in occasione del 2 agosto 2015 spiegarono che “come europei abbiamo il dovere comune di far sì che le atrocità del passato siano riconosciute. Non possiamo permettere alla Storia di ripetersi. Tolleranza e rispetto devono essere le basi delle nostre società, oggi e in futuro”.

La storia dei rom è marchiata. Già nel medioevo venivano visti come stregoni, da bruciare, o come spie dei turchi, durante il periodo del Sacro Romano Impero. Ma visioni di verse di cultura e di usi sono dovute, innanzitutto alla loro principale caratteristica, il nomadismo.

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Durante il nazismo, i rom che vivevano in Germania erano circa 25.000, la maggior spinta verso pregiudizio e la persecuzione degli zingari fu posta in Germania nel 1938 dal libro razzista di Tobias Portschy: “La questione zingara” (Die Zigeunerfrage) che storici ritengono il testo ideologico della persecuzione razziale dei Rom. Addirittura, nel 1938, dall’Austria giunge una proposta di sterilizzazione della popolazione rom.

L’Olocausto è stato possibile grazie alla discriminazione, alla paura del diverso, al pregiudizio. Oggi i Rom sono la più grande minoranza etnica dell’Europa (tra i 10 e i 12 milioni) e una delle più perseguitate nella storia. La lotta alla discriminazione dei Rom e la loro integrazione a livello sociale, educativo e lavorativo è una delle priorità della Strategia 2014-2020 dell’Unione Europea.

Per evitare che si continui ad etichettare le persone in base alla propria razza, PalProject (Fighting discrimination and anti-Gypsyism in education and employment in EU) persegue gli obiettivi dell’inclusione sociale tramite un progetto che coinvolgerà direttamente più di 2.500 persone, tra giovani e bambini Rom, insegnanti e formatori, stakeholder di vario genere, e si propone di costituire un tesoro di buone pratiche e di attività di inclusione sociale replicabile e disponibile per chiunque voglia utilizzarlo come base per lavorare sul tema dell’inclusione sociale dei Rom: autorità pubbliche, esperti, Terzo Settore, mondo dell’informazione e della stampa. Ma soprattutto, al di là delle attività elencate, il progetto PAL vuole essere un percorso di incontro tra individui e tra comunità, per superare il muro dell’emarginazione, della diffidenza e del razzismo in cui troppo spesso le comunità Rom vivono.

Per maggiori informazioni: PAL Newsletter_02082016

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