19 luglio 1943: il bombardamento del quartiere San Lorenzo di Roma

73 anni fa, il 19 luglio 1943, il quartiere romano San Lorenzo subiva uno dei più pesanti bombardamenti avvenuti sulla città di Roma durante il secondo conflitto mondiale. Nonostante questo, la Città Eterna fu una delle zone meno colpite dalle bombe durante quel periodo.

Gli stessi Alleati, infatti, fecero passare molto tempo prima di decidere di sganciare bombe all’interno del Grande Raccordo Anulare. La causa di questa titubanza erano essenzialmente due: da un lato la presenza del Papa nella Città del Vaticano e l’alto valore simbolico dato alle numerose opere storiche presenti; dall’altro vi era il timore che un bombardamento di Roma poteva far scoppiare una rivolta degli stessi cittadini capitolini, soprattutto quelli di fede cattolica, e rendere così ancora più difficile la conquista di una città importantissima dal punto di vista strategico/militare.

La situazione cambiò dopo lo sbarco degli Alleati in Sicilia, avvenuto il 10 luglio 1943. Roma, lo ricordiamo, era lo snodo più importante della rete ferroviaria italiana verso il sud Italia. Mettere fuori uso i binari dei treni avrebbe reso molto più difficile, per i nazisti, far arrivare i rifornimenti verso le truppe stanziate nel Meridione facilitando, in tal modo, l’avanzata alleata.

La scelta cadde sul quartiere di San Lorenzo vista la sua vicinanza alla stazione centrale capitolina: Termini. Inoltre proprio nelle vicinanze della zona, dove ora si trova la famosa via dello Scalo di San Lorenzo, vi era un importante snodo ferroviario che era il punto centrale dei vari smistamenti delle merci che si muovevano su rotaia.

Così, la sera del 19 luglio 1943, si procedette al bombardamento, effettuato da più di 650 bombardieri americani B17 che vennero scortati da numerosi caccia. L’evento, che danneggiò anche altri quartieri della capitale: Nomentano, Tiburtino, Prenestino e Casilino, causò la morte di circa 3000 persone e il ferimento di 11.000.

Subito il regime fascista, che sarebbe caduto giorni dopo con la sfiducia del Gran Consiglio nei confronti di Benito Mussolini, usò questo avvenimento come una forte arma di propaganda. I fascisti, infatti, descrissero gli Alleati come dei veri e propri “assassini” disposti a tutto, anche a bombardare i civili inermi, pur di occupare la Città Eterna. Lo stesso papa di allora, Pio IX, si recò nelle zone devastate pochi giorni dopo per portare il suo personale supporto alla popolazione locale.

Come ogni anno il quartiere di San Lorenzo, con il supporto di numerose associazioni tra cui l’ANPI ( Associazione Nazionale Partigiani Italiani) e la Libera Repubblica di San Lorenzo, si appresta a commemorare uno degli avvenimenti che ha segnato profondamente gli abitanti della zona. Si comincerà alle ore 10:00 con una commemorazione ufficiale al Parco dei Caduti; la sera, invece, dalle ore 17 in poi spazio a dibattiti sul tema, visite guidate del quartiere e fiaccolate in memoria dell’evento.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com