Milano Pride 2016. Festa, diritti e omofobia

By Nicola Gesualdo
On 25 giugno 2016 At 11:49

Category : Agorà
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Milano Pride 2016. Il primo dopo l’approvazione della legge Cirinnà sulle Unioni Civili, sicuramente storico, si svolgerà sabato 25 giugno.

Eravamo proprio a Milano il 23 gennaio scorso durante la manifestazione “Svegliati Italia”; quando un sit-in strabordante di gente, in piazza della Scala, chiedeva a gran voce l’approvazione dell’allora disegno di legge che avrebbe permesso anche ai gay di contrarre matrimonio.

Leggi: Milano e Unioni civili, ma attenzione, c’è anche altro

La manifestazione parte da Piazza Duca D’aosta alle ore 16 e arriva a Porta Venezia.mappa pride 2016

 

Previsto il passaggio di staffetta tra l’ex sindaco Giuliano Pisapia, acclamatissimo durante il suo intervento dello scorso 23 gennaio, e il neo sindaco Giuseppe Sala, il quale, durante la campagna elettorale, ha dichiarato che sarà presente al Pride.

A livello istituzionale, si è aperto il caso Municipio Zona 2, dove il neo presidente zonale, appartenente alla Lega Nord, ha deciso di non esibire le bandiere arcobaleno dagli edifici pubblici, durante la settimana del Pride. Il caso è nato perché denunciato dall’ex vice-presidente di zona, Yuri Guaiana, il quale ha chiesto al Consiglio di Zona di “far rispettare la delibera – dei Radicali – votata nell’aprile 2014 che prevede che lo stesso Consiglio avrebbe dovuto, a partire da quell’anno e per tutti i successivi, esporre la bandiera arcobaleno durante la Pride Week”. Eppure, spiega Guaiana, “nonostante un’esplicita richiesta di far rispettare la delibera votata, mi è stato detto di no: forse al nuovo presidente sfugge che le delibere vanno rispettate anche quando riguardano le persone LGBTI e che, se non vuole esporre la bandiera arcobaleno, deve votare una nuova delibera”.

Un altro passo omofobo da parte di chi ha impostato la propria campagna elettorale sui proclami impartiti dal leader leghista Matteo Salvini; contro l’immigrato, contro il “diverso”, che poi che cosa vogliano intendere per diverso, e contro chiunque esprima un’opinione di apertura culturale.

La risposta del neo presidente Piscina non si è fatta attendere. “Nessuno discrimina i cittadini omosessuali – ha replicato all’attacco il neo presidente fresco fresco di nomina – semplicemente i cittadini hanno scelto una maggioranza diversa da quella vecchia e gli eletti hanno il diritto e il dovere di esprimersi sulla questione senza che il singolo prenda decisioni per loro. La scelta di non esporre la bandiera arcobaleno è stata presa nella completa legalità”. Per Piscina non esporre alcun simbolo è “il modus operandi più opportuno e democratico, in attesa che il Consiglio si insedi e stabilisca le nuove linee: in questo modo non si preclude alcuna ipotesi futura né si danneggia l’immagine della manifestazione”. Insomma, la solita solfa, “Non sono razzista ma…”.

In realtà, molti cittadini della zona hanno risposto al presidente Piscina, esponendo le bandiere arcobaleno ai prorpi balconi.

Ma l’organizzazione di Milano Pride si scaglia anche contro la Regione Lombardia: “Episodi come la scritta FAMILY DAY sul Palazzo della Regione Lombardia sono indicatori della facilità con cui il potere di un’ideologia politica o religiosa viene a soverchiare la laicità dello Stato italiano, alimentando l’odio omotransfobico che ogni giorno siamo costretti a sopportare. Tutto ciò contribuisce ai giochi elettorali di quei partiti che fanno populismo e demagogia, scagliandosi non solo contro la nostra comunità, ma anche contro le minoranze etniche o religiose. Questo schiaffo inaccettabile alla nostra dignità ci porta a rilanciare con sempre più forza, convinzione e sovversiva fierezza, un’idea di famiglia inclusiva, colorata da mille sfumature e differenze, dove tutti gli amori possano trovare finalmente cittadinanza, tutela e pieno riconoscimento. Le nostre famiglie continueranno ad esistere, malgrado il dibattito politico abbia cercato in ogni modo di considerarle un’eventualità futura, quasi fossero una condizione da approvare. Ma la verità è che la nostra condizione deve semplicemente essere riconosciuta, dallo Stato, come dalla Legge.”

Un altro passaggio importante da parte del Milano Pride riguarda la contemporaneità; il problema migranti e il terrorismo. “Vogliamo volgere l’attenzione anche sul periodo storico nel quale ci troviamo: la nostra quotidianità deve fare i conti con la piaga del terrorismo, permettendo alla paura di fare da padrona e condizionare le nostre vite. Inermi assistiamo a tristi strumentalizzazioni politiche di questa paura. Parte di coloro che vorrebbero negare a noi la parità di diritti e insegnarci che cos’è una famiglia sono infatti gli stessi che promuovono un’idea di cittadinanza che nei fatti marginalizza chi avrebbe la “colpa” di nascere fuori dall’Europa. L’Europa dice che non potersi permettere economicamente alcuna solidarietà, ma è abbastanza ricca per pagare svariati miliardi alla Turchia (ma non solo) pur di tenere lontano dalle nostre frontiere persone che avrebbero il diritto di entrarci: esternalizza le frontiere, sposta i problemi più in là, facendo fare il lavoro sporco a regimi totalitari che non rispettano i diritti di migranti, minoranze, donne e persone LGBT, irridendo così i valori di cui l’Europa si è sempre fatta vanto.”

Le richieste del movimento per i diritti LGBTQIA (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer, Intersex, Asessuali):

Rivolge al parlamento le seguenti richieste:

  • Intraprenda un percorso verso il matrimonio egualitario e la possibilità di accedere all’adozione alle persone LGBTQIA per la tutela della genitorialità omosessuale;
  • Riconosca con una legge la protezione da qualsiasi atto discriminatorio, violenza fisica o verbale contro persone omosessuali, transgender e le loro famiglie e ai loro famigliari;
  • Tuteli il diritto dell’identità personale delle persone transessuali, transgender e intersex italiane, permettendo al disegno di legge 405 a firma Lo Giudice “Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso”, fermo nel suo iter parlamentare, di arrivare alla discussione in aula. Si metterebbe così fine alla norma sullo scioglimento del matrimonio dopo la rettificazione anagrafica e si arriverebbe, finalmente, a legiferare sul diritto della persona intersex a non dover subire interventi chirurgici indesiderati spesso in età precocissima;
  • Promuova con una legge il diritto al lavoro e quello alla salute per le persone transgender e transessuali italiane;
  • Riprenda, senza tentennamenti e imposizioni clericali ed omofobe, il lavoro fatto nelle scuole con la Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere;
  • Sostegno al diritto di asilo per persone LGBTI provenienti da paesi dove l’omosessualità e la transessualità sono condannate e discriminate;
  • Promuova delle politiche antidiscriminatorie sul mondo del lavoro.

Inoltre chiede che il Governo e le amministrazioni locali:

  • Condannino ogni forma di omotransfobia e razzismo travestita da libertà di pensiero;
  • Condannino in quanto antiscientifico e pericoloso ogni tentativo di terapia di conversione delle persone LGBTA;
  • Adottino politiche innovative di prevenzione alla malattie a trasmissione sessuale e di sostegno alle persone sieropositive;
  • Orientino la loro azione nel totale rispetto della laicità dello Stato;
  • Promuovano la costruzione di una società multietnica e inclusiva per tutte le minoranze e cioè totalmente inclusiva per tutte le minoranze dando pieno compimento all’articolo 3 della Costituzione che garantisce parità e uguaglianza senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali;
  • Orientino la scuola e l’università alla lotta a ogni forma di bullismo e la programmazione scolastica alla promozione della cultura delle differenze;
  • Rifiutino ogni forma di razzismo, violenza, maschilismo, misoginia e neo fascismo e agiscano per cancellare l’oppressione o lo svilimento della dignità di ciascuna persona.
Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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