100 Piazze per le Unioni Civili

Oggi è la giornata nazionale per chiedere al Governo di approvare le Unioni Civili. Più di 100 piazze italiane saranno animate dai colori arcobaleno e da flash mob, sotto il motto “Svegliati Italia”. Manifestazioni e presidi organizzati da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit in occasione dell’inizio della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili: “scenderemo in piazza accanto a un pezzo importantissimo della società civile: associazioni, istituzioni, partiti, sindacati, liberi cittadini e cittadine hanno aderito in massa all’appello e annunciato la propria presenza ai presidi. Tutti assieme realizzeranno un flashmob, portando con sé sveglie e orologi con suoneria per sincronizzarli e suonare la sveglia al nostro Paese”.

A cercare di accelerare l’introduzione delle Unioni Civili in Italia è proprio Renzi: “Siamo rimasti l’unico paese dei 28 senza una disciplina sulle unioni civili, è fondamentale che si chiuda cercando il più possibile di ascoltarsi e rispettarsi ma poi si sappia che ad un certo punto si vota e sui temi etici ci sarà libertà di coscienza come doveroso che sia. Il compromesso non è lo strumento per non arrivare a chiudere. Sono giuste tutte le posizioni ma si sappia che per il Pd la riforma è irrinviabile”.

“Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. Papa Francesco interviene per la prima volta nel dibattito sulle unioni civili, e lo fa esprimendo il proprio pensiero contrario.

Non tutti la pensano così. A Milano, il palazzo della Regione, il Pirellone, è stato illuminato con la scritta “Family Day”, scegliendo di sostenere la manifestazione indetta dalle cosiddette famiglie tradizionali che non accettano le unioni civili come passo verso la civiltà.

pirellone family day

Ma Milano risponde sdegnata alla “provocazione” di Maroni e co. con un presidio indetto per oggi, sabato 23 gennaio, in piazza della Scala alle ore 14.30 a favore delle unioni civili.

In Piazza ci sarà anche l’Europa, tra le principali città a scendere in sostegno della comunità gay italiana ci saranno Berlino, Francoforte, Londra, Dublino, Monaco e Copenhagen.

Sono molti coloro che sostengono che una coppia gay non possa far altro che crescere un figlio “deviato”. La risposta migliore l’ha data la comica Lucia Ocone: “30 giugno 2005, la Spagna approva i matrimoni gay. Non ci crederte ma 10 anni dopo, le famiglie esistono ancora, gli eterosessuali sono ancora tali, la paella non è stata sostituita da cetrioli, banane e zucchine Ymca dei Village People non ha sostituito il flamenco. Sono, semplicemente, tutti più liberi e più uguali.

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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